L'ANTICA ERBORISTERIA MADRESELVA IN VIA ALIBERTI 31 AD ASTI E' APERTA CON IL CONSUETO ORARIO 9-12.30 15,30-19,30 TUTTI I GIORNI DAL LUNEDI' AL SABATO
Sabato, 28/03/2020
19:19

Direttore responsabile Franco Musso

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Torino, 23 marzo 2020
EMERGENZA COVID-19, OPERATIVI TUTTI I CENTRI ANTIVIOLENZA
“Desidero informare che tutti i Centri antiviolenza presenti sul territorio piemontese sono pienamente operativi e chi avesse necessità di rivolgersi presso queste strutture può farlo senza alcun problema”. Questo il messaggio dell’assessore alle Pari Opportunità, Chiara Caucino.

“Mi rendo conto che questo momento di convivenza forzata e continuativa – prosegue Caucino - possa acuire e amplificare tensioni soprattutto in quelle realtà che già vivono situazioni problematiche. Invito, come sempre, ogni donna che vivesse un dramma a rivolgersi al numero di pubblica utilità 1522 oppure al numero unico di emergenza 112, affinché trovi immediatamente aiuto e protezione”.

“È importante – conclude l’assessore – che in questa emergenza particolare le Istituzioni siano più che mai vicine alle donne, per continuare a garantire un servizio di supporto”++++++++++++++
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LA POLIZIA MUNICIPALE DI ASTI DONA 10 MASCHERINE FFP3 ALL'OSPEDALE CARDINAL MASSAIA

La Polizia Municipale di Asti si dimostra vicina al proprio territorio, anche in questi momenti di difficoltà: in accordo con il Commissario ASL AT Dott. Messori Ioli, il Comando di Polizia Municipale di Asti ha donato 10 mascherine FFP3 con valvola per il loro utilizzo nei reparti dell'Ospedale astigiano.
"Tali mascherine facciali sono parte della dotazione in uso al Corpo di Polizia Municipale di Asti per i servizi che gli agenti stanno svolgendo in questi giorni. Abbiamo accolto prontamente l'appello fatto dal Dott. Messori Ioli ed insieme al Comandante della Polizia Municipale Riccardo Saracco è stato individuato un numero di mascherine facciali FFP3 con valvola, prontamente consegnate all'Ospedale di Asti e messe a disposizione del personale sanitario
.
Cogliamo l'occasione per ringraziare nuovamente tutto il personale sanitario dell'Ospedale di Asti al lavoro in questa situazione così difficile, tutte le Forze dell'Ordine presenti sul territorio per il controllo e rispetto delle norme e delle regole di limitazione del contagio" dichiarano il Sindaco di Asti Maurizio Rasero e l'Assessore alla Polizia Municipale Marco Bona.
Asti, 22 marzo 2020
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Torino, 21 marzo 2020
EMERGENZA COVID-19, APPROVATA DEROGA STRAORDINARIA PER SOSTITUZIONE PERSONALE WELFARE
“Per prevenire il pericolo che le strutture residenziali e semi-residenziali piemontesi subiscano le gravi conseguenze della possibile carenza di personale socio-sanitario e socio-assistenziale, la Giunta ha approvato la mia proposta di deroga straordinaria per la sostituzione del personale del comparto Welfare. Credo che in un momento così delicato, nel quale è più che mai necessario fare uno sforzo collettivo, il sistema complessivo potrebbe andare in crisi per le difficoltà di reperimento di figure professionali qualificate, che devono garantire quanto più possibile la continuità assistenziale per gli utenti”. Queste le parole dell’assessore al Welfare, Chiara Caucino.

Si tratta quindi di una misura straordinaria che permetterà, in caso di necessità cogente, di derogare ai requisiti attuali per la sostituzione del personale.

“La necessità di fornire risposte straordinarie – conclude Caucino - a situazioni altrettanto eccezionali è uno dei compiti primari della politica, quella politica che in un momento di così grande difficoltà ci vede uniti per tutti i cittadini piemontesi”.
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CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA, PRIME INFORMAZIONI PER L’AVVIO.

La Direzione Istruzione, Formazione e Lavoro ha pubblicato sul sito internet istituzionale le prime, fondamentali, informazioni per accedere alla Cassa Integrazione in Deroga annunciata dal Governo.

Al seguente link: www.regione.piemonte.it/cassaintegrazioneinderoga si possono già quindi ottenere tutte le info al momento disponibili in attesa che venga prontamente attivata la piattaforma di presentazione delle domande.

La pagina web verrà costantemente aggiornata e sarà ivi comunicata l’apertura per la presentazione delle domande da parte dei l datori di lavoro.

Si rammenta che le imprese da 1 a 5 dipendenti che intendano avvalersi della CIGD non hanno necessità di stipulare accordi sindacali.
21/3/20
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Torino, 20 marzo 2020

CORONAVIRUS PIEMONTE, SOSPESA l’ATTIVITÀ DI SETTE PRONTO SOCCORSO - I DECEDUTI COMPLESSIVAMENTE SONO 209 – IL BOLLETTINO DEI CONTAGI –L’OSPEDALE DI VERDUNO PRONTO A PARTIRE

SOSPESA ATTIVITÀ DI SETTE PRONTO SOCCORSO

L’Unità di crisi della Regione Piemonte ha disposto la sospensione dell’attività dei Pronto Soccorso di Giaveno, Venaria, Lanzo, Nizza, Borgosesia, Bra e Ceva.
Il provvedimento emergenziale è motivato dalla necessità di liberare professionisti medici per garantire le terapie da prestare ai pazienti covid, nell’ambito del piano di riorganizzazione dell’offerta sanitaria in Piemonte.
«Intendo ribadire che si tratta di sospensioni temporanee e non di chiusure – osserva il commissario straordinario per l’emergenza covid in Piemonte, Vincenzo Coccolo -, la straordinarietà della situazione che ci troviamo ad affrontare impone soluzioni drastiche ed immediate. Chiediamo la comprensione e la collaborazione dei sindaci e dei cittadini. Ogni posto e ogni risorsa sanitaria in più che riusciamo a ricavare, è decisiva per salvare vite umane. Terminata l’emergenza, tutto ritornerà come prima».

VENTISEI DECESSI

Sono 26 i decessi di persone positive al test del “Coronavirus Covid-19” comunicati stamattina dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte: 10 in provincia di Torino, 4 nell’Alessandrino, 6 nel Novarese, 3 nel Cuneese, 2 nell’Astigiano e 1 proveniente da fuori regione.

Il totale complessivo è ora di 209 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 66 ad Alessandria, 7 ad Asti, 24 a Biella, 12 a Cuneo, 27 a Novara, 47 a Torino, 12 a Vercelli, 10 nel Verbano-Cusio-Ossola, 4 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

L’OSPEDALE DI VERDUNO PRONTO A PARTIRE

Sono in tutto 74 i medici e 85 gli infermieri che hanno risposto al bando della Regione Piemonte di reclutamento del nuovo personale dell’ospedale di Verduno per assistere i pazienti affetti dal “Coronavirus-covid19”. Il bando, scaduto oggi alle 12.00, ricercava 34 medici (6 specialisti in anestesia e rianimazione, 6 specializzandi in anestesia e rianimazione, 6 specialisti in medicina e chirurgia d’urgenza o discipline affini, 6 specializzandi in medicina e chirurgia d’urgenza o discipline affini, 10 laureati in medicina e chirurgia) e 72 infermieri. Ora l’azienda sanitaria Cn2 provvederà a vagliare i curricula ricevuti e procederà alle assunzioni necessarie.

Per tutti coloro che presteranno servizio presso l’ospedale, l’Azienda ha predisposto la possibilità di usufruire di sistemazione alberghiera, comprensiva di vitto e alloggio, in camera singola.
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Torino, 19 marzo 2020
EMERGENZA SERVIZI SOCIALI, CAUCINO CHIEDE SUPPORTO E FORNITURA AUSILI SANITARI
“Con una nota indirizzata al neo-coordinatore dell’Unità di crisi della Regione Piemonte, Vincenzo Coccolo, ho chiesto di offrire il supporto necessario nella fornitura di presidi ai Servizi sociali, per la loro piena operatività in questa situazione di emergenza sanitaria. È evidente che, di fronte alle necessità e alle richieste che mi sono pervenute, le Istituzioni debbano cercare di fare uno sforzo maggiore”. Queste le parole pronunciate dall’assessore regionale al Welfare, Chiara Caucino.

“I comparti socio-assistenziale e socio-sanitario – prosegue Caucino – sono fondamentali come ausilio delle strutture sanitarie stesse, per affrontare e dare sollievo alle emergenze generate dal contagio in corso, ancor più fra i soggetti più fragili”.

In seguito alle prime indicazioni di coordinamento per affrontare l’emergenza, Caucino evidenzia come, da parte degli Enti gestori dei Servizi sociali, siano state ravvisate grandissime difficoltà nel reperire sul mercato i necessari dispositivi per la protezione individuale (DPI).

“Non possiamo paralizzare i Servizi sociali – sottolinea l’assessore –; occorre quindi che il sistema della Protezione civile regionale si attivi al più presto per un approvvigionamento unitario di quanto necessario a preservare l’incolumità di chi opera nei 49 Enti gestori presenti sul territorio piemontese. Il Settore della Direzione Sanità e Welfare ha stimato una quantità di dispositivi, richiesta settimanalmente, molto importante: si tratta di oltre 300mila mascherine chirurgiche, 40mila mascherine FFP2/FFP3 e oltre 75mila guanti. Mi auguro che, con la collaborazione di tutti, riusciremo ad andare incontro alle esigenze del sistema socio-assistenziale”.

“Non in ultimo – evidenzia l’assessore – ho proposto al Coordinatore Coccolo la nomina di una figura di riferimento e di supporto, per il comparto regionale del sistema dei servizi socio-assistenziali. Ritengo, infatti, che in questo modo si possa svolgere un ruolo importante nella tempestiva segnalazione e, auspico, risoluzione delle problematiche che via via si stanno verificando in questo momento tanto delicato”.
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20/3/20
Covid-19, emergenza defunti musulmani e vademecum per la Comunità italiana
In questo momento di grande lutto per la nostra Italia esprimiamo le nostre più sincere condoglianze alle famiglie delle 3.405 vittime, e chiediamo all’Iddio di guarire i contagiati. Un sincero ringraziamento ai medici, agli infermieri, agli operatori e ai volontari che sono in prima linea per salvare la vita a tutta la popolazione da questa pandemia.

A causa dell'emergenza Covid-19 le rotte aeree e marittime del nostro Paese con l’estero sono interrotte, ciò ha portato alla giacenza di molti corpi di musulmani deceduti, sia per il coronavirus che per altri motivi, nelle celle di diversi obitori, generando così una nuova emergenza nell'emergenza. Salme che in altri tempi, sarebbero state rimpatriate, in tempi ragionevoli, verso i paesi d'origine.

Oltre a questo, la carenza del numero di cimiteri islamici sul territorio nazionale e le strette regole comunali sui cimiteri che difficilmente permettono di ospitare defunti di altre province o regioni, rende ancor più difficile ogni operazione di sepoltura dei musulmani nel territorio nazionale.

L’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia si è attivata assieme ad alcune Prefetture, ed in contatto con il Ministero dell’Interno, per poter agevolare la sepoltura dei defunti musulmani nei cimiteri islamici già esistenti anche se provenienti da altre province o regioni.

A maggior tutela del diritto di lutto e per garantire una degna sepoltura, l’UCOII ha anche diramato un Vademecum per le ritualità funebri per la comunità islamica italiana al fine di dare chiare indicazioni sulle procedure da adottare e le deroghe sulle pratiche religiose in fase di emergenza.

Infatti, per i deceduti di Coronavirus, al fine di arginare il contagio, viene sospeso il lavaggio delle salme e il rito del Janaza, la preghiera funebre, sarà riservata a pochi familiari e l'imam rispettando le indicazioni ministeriali.

Infine, l’UCOII mette a disposizione la lista dei cimiteri islamici presenti in Italia (www.ucoii.org/cimiteri-islamici-in-italia/) e delle agenzie per le onoranze funebri in grado di rispettare i canoni islamici indicati per le procedure di seppellimento (www.ucoii.org/agenzie-funebri/). Così come mette a disposizione anche il proprio canale whatsapp (al numero 351 5101 666) per la segnalazione di casi affinché possa intervenire per facilitare la sepoltura nelle aree cimiteriali dedicate ai musulmani.
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CORONAVIRUS - EDILIZIA – LE COSTRUZIONI DEL PIEMONTE PRONTE A SOSPENDERE I CANTIERI: IMPOSSIBILE LAVORARE IN SICUREZZA.

L’appello di Luciano Gandolfo (Presidente Confartigianato Piemonte Costruzioni): “Dobbiamo essere responsabili ma non lasciateci soli”. Le richieste per il sostegno alle attività colpite. Il comparto piemontese: 49mila imprese edili artigiane che impiegano 150mila addetti.

“Senza la possibilità di lavorare in sicurezza, siamo pronti a sospendere i cantieri”: è lapidario il messaggio che Luciano Gandolfo, Presidente di Confartigianato Piemonte Costruzioni, lancia alle imprese edili artigiane del Piemonte e alla Politica, pur nel rispetto delle norme di sicurezza per imprenditori e dipendenti, imposte dal Decreto dell’11 marzo 2020 e dal Protocollo del 14 marzo, per la prosecuzione delle attività produttive.

“Alle aziende del settore ripeto: valutiamo l’opportunità di interrompere l’attività lavorativa - continua Gandolfo – dobbiamo essere responsabili e disponibili a dare un attivo contributo al diffondersi del virus. Se ciò comporta mettere in atto la drastica misura della sospensione di ogni attività nei cantieri, dobbiamo farlo. Fatte salve le situazioni di urgenza ed emergenza, le imprese edili devono considerare la temporanea sospensione della propria attività”.

Un settore, quello dell’edilizia in Piemonte che conta 49mila imprese edili artigiane che impiegano circa 150mila addetti.

Sono tante le problematicità riscontrate da Confartigianato Edilizia Piemonte tra le imprese e nei cantieri; l’impossibilità di reperire idonei dispositivi di protezione individuale necessari per eseguire le lavorazioni che richiedono una distanza inferiore a un metro; il problema di garantire tale distanza all’interno dei mezzi di trasporto collettivo dei lavoratori; la complicata gestione e sanificazione di servizi vari (bagni, spogliatoi, mense, ecc.). A ciò si aggiungono gli impedimenti derivanti dal mancato approvvigionamento dei materiali da costruzione diretti ai cantieri per via della chiusura dei magazzini di vendita, oltre ai posti di blocco.

“Quotidianamente riceviamo segnalazioni di imprenditori che non riescono più a portare avanti i lavori - prosegue Gandolfo – per l’impossibilità di assicurare in tutti i cantieri edili le indispensabili misure di sicurezza e di tutela della salute dei lavoratori”. “Infatti - spiega il Presidente Gandolfo - l’organizzazione del cantiere spesso non consente di conciliare la prosecuzione dell’attività con le disposizioni stabilite dai DPCM e dal Protocollo del 14 marzo, come deve avvenire, per esempio, per la sanificazione periodica degli ambienti o la messa a disposizione di gel igienizzanti”.

Da questa situazione, le richieste di Confartigianato Edilizia al Governo per l’adozione di una serie di misure a sostegno delle realtà interessate, tra cui l’ampliamento dei limiti e delle possibilità di utilizzo degli ammortizzatori sociali ai lavoratori del settore su tutto il territorio nazionale per l’anno in corso; la sospensione di tutti gli adempimenti e dei versamenti tributari, previdenziali, assistenziali e di qualsiasi altra natura in scadenza; la sospensione di tutti i termini contrattuali; la garanzia di fornire la necessaria liquidità alle imprese con una moratoria effettiva e automatica di tutti i debiti e l’attivazione di pagamenti immediati per i cantieri che saranno costretti a interrompere l’attività.

“Da soli non ce la facciamo – conclude Gandolfo – per il futuro delle imprese e del sistema economico del Piemonte e italiano, un’azione così pesante e così incisiva, non può essere affrontata in solitudine. L’edilizia ha attraversato un periodo molto difficile: oltre 10 anni di crisi profonda che ha decimato la metà delle imprese edili. Un’altra crisi come quella che si sta palesando per l’epidemia in corso, rischia di falcidiare le aziende sopravvissute. Da sola l’edilizia non ce la potrà fare”.
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Torino, 18 marzo
EMERGENZA CENTRI DIURNI, CAUCINO: GARANTIRE IMMEDIATAMENTE MISURE COMPENSATIVE DI ASSISTENZA DOMICILIARE
“In questo momento di grave emergenza sanitaria è indispensabile – dichiara l’Assessore regionale al Welfare, Chiara Caucino – garantire misure compensative di assistenza domiciliare, laddove i servizi diurni/semi-residenziali siano stati sospesi, per promuovere ogni forma di sostegno ai cittadini piemontesi e ai loro nuclei famigliari che vivono in un contesto di difficoltà”.

“In particolare – sottolinea Caucino – l’articolo 47 del Decreto legge n. 18 del 17 marzo 2020, dispone di attivare interventi non differibili in favore di persone con disabilità ad alta necessità di sostegno sanitario, ove la tipologia delle prestazioni e l’organizzazione delle strutture stesse consenta il rispetto delle previste misure di contenimento. Informo inoltre che, secondo normativa, le pubbliche amministrazioni sono autorizzate al pagamento dei gestori privati dei suddetti servizi per il periodo della sospensione, sulla base di quanto iscritto nel bilancio preventivo”.

Questo il contenuto di una nota diramata oggi agli Enti Gestori dei Servizi socio-assistenziali del Piemonte.
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18/3/20
L'Ana schiera l'Ospedale da campo

L’Associazione Nazionale Alpini schiererà il suo Ospedale da campo all’interno dell’area dell’Ente Fiera di Bergamo, per contribuire a fronteggiare l’epidemia di Covid-19, che sta funestando in particolare l’area della Lombardia Orientale.
L’intervento, d’intesa con la Protezione Civile Nazionale, la Regione Lombardia e l’Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo, prevede il dispiegamento di gran parte delle strutture dell’Ospedale Maggiore e dell’Ospedale Leggero, con il relativo supporto logistico.
“Se non ci saranno particolari difficoltà - sottolinea Sergio Rizzini, direttore generale della Sanità Ana – l’operatività dei primi posti letto dovrebbe concretizzarsi entro una settimana”.
Saranno utilizzate tensostrutture e tende di diverse dimensioni, per arrivare a disporre di oltre trecento posti, tutti serviti da impianto ad ossigeno, di terapia sub intensiva per pazienti già usciti dalla fase critica, con alcune ampie zone comuni e 24 camerette a 4 letti. Già nella fase iniziale potranno essere un centinaio i pazienti trattati con “casco” respiratorio. Opereranno nell’Ospedale da campo circa cento persone al giorno, tra personale sanitario dell’Ana, degli ospedali bergamaschi, alcuni medici cinesi e personale tecnico.
I padiglioni della Fiera di Bergamo offrono ampi spazi, che però devono essere rapidamente adattati alle esigenze. “Le nostre dotazioni – stima Rizzini – saranno pronte entro tre giorni, però bisognerà provvedere anche a strutturare l’impianto per l’erogazione dell’ossigeno e ad installare gli shelter per i bagni e le docce, interventi che richiederanno qualche giorno in più”.



“L’Associazione Nazionale Alpini - ha dichiarato il presidente nazionale Sebastiano Favero - conferma così la sua storica e collaudata volontà di agire a favore del Paese. L’Ospedale da campo è una risorsa che le penne nere hanno voluto, con lungimiranza e notevole impegno, proprio per affrontare le situazioni di emergenza. Al tempo stesso non possiamo non sottolineare come capacità come questa siano espresse da una Associazione che ha tratto per oltre un secolo la propria linfa dal servizio prestato dai giovani allo Stato; servizio che, perciò, con forza, continuiamo a chiedere che, con moderni metodi e nuove sinergie, sia nuovamente istituito”.
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Coronavirus, Inail Piemonte garantisce i servizi tramite sito internet www.inail.it e Contact center

L’Istituto continua ad assicurare le prestazioni attraverso il presidio dei canali telematici e telefonici di relazione con il pubblico e delle attività di back office, previsto per le situazioni di emergenza

Torino – In Piemonte, come su tutto il territorio nazionale, gli uffici Inail sono operativi e garantiscono la continuità del servizio senza pregiudizio alla tutela degli infortunati e ai rapporti con le aziende.

Per motivi precauzionali diretti a contenere la diffusione del COVID-19, come disposto dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 marzo 2020, al fine di evitare la presenza fisica agli sportelli, l’accesso ai servizi e alle prestazioni Inail è possibile esclusivamente utilizzando il canale telematico e telefonico.


In particolare le richieste di informazioni possono essere inoltrate alle sedi competenti:

- attraverso INAIL RISPONDE nella sezione SUPPORTO della home page del portale INAIL www.inail.it, barra blu in alto a destra

- chiamando il Contact center al numero 06/6001, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle ore 18, disponibile sia da rete fissa sia da rete mobile, secondo quanto previsto dal piano tariffario del proprio gestore telefonico

Per quanto riguarda i servizi sanitari, i centri medico-legali delle sedi Inail sono attivi per l’erogazione delle prestazioni sanitarie richieste da infortunati sul lavoro e tecnopatici.
17/3/20
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Coronavirus e senza dimora. Grimaldi (LUV): Le istituzioni si facciano carico dei materiali per gli operatori e di luoghi sicuri, di giorno e di notte, per i senza dimora. Nell'emergenza dobbiamo pensare anche a chi la casa non ce l'ha.

“Oggi penso soprattutto a chi la casa non ce l’ha (anche tante famiglie), e faccio mie le parole di tanti operatori e operatrici di bassa soglia, i cui servizi sono 'essenziali' ora più che mai, e che perciò si espongono ed espongono i propri cari ogni giorno al rischio di entrare in contatto con il Covid-19: 'Chiediamo alle istituzioni di non lasciarci soli e iniziare a pensare da subito alla possibilità di predisporre luoghi dedicati alla quarantena di chi non ha una casa'.

Gli operatori aspettano ancora disperatamente le mascherine, ma anche tute, occhiali e calzari necessari in caso di persone con sintomi, per poter continuare ad assistere i tantissimi senza dimora delle nostre città. Al momento il reperimento e il costo dei materiali sono a carico delle organizzazioni, ma la pubblica amministrazione dovrebbe dotare tutti di ogni dispositivo” - dichiara il Capogruppo di Liberi Uguali Verdi, Marco Grimaldi.

Le stime Istat parlano di 50 mila persone senza dimora, più di 1.700 anche a Torino, costrette a utilizzare le mense per nutrirsi e i centri di accoglienza per dormire, entrambi luoghi in genere affollati e promiscui, nei quali la distanza minima non può essere, in molti casi, rispettata. Chi non ha un’abitazione, inoltre, pur avendo compreso la gravità della situazione e sforzandosi con buona volontà di rispettare le regole, ha molta difficoltà ad adeguarsi alle norme igieniche di base previste dal Dpcm, per non parlare della complessità nel reperire i dispositivi di protezione, perché non ne ha le possibilità economiche. Ecco perché le strutture di accoglienza dovrebbero essere messe nelle condizioni di fornirglieli.

“Serve uno sforzo congiunto tra pubbliche amministrazioni ed enti del terzo settore per evitare la chiusura dei servizi” - prosegue Grimaldi - “ma anche per predisporre luoghi per un potenziale autoisolamento per le persone senza dimora che dovessero essere malate, e in generale per offrire un riparo diurno ai senza dimora, che di giorno sono costretti a vagare per la città, terrorizzati dal rischio contagio ma anche preoccupati di essere fermati e sanzionati per il loro 'girovagare'.

So che si sta facendo già molto” - conclude Grimaldi - “ma chiedo al Comune e alla Regione di pensare da subito alla possibilità di predisporre dei luoghi dedicati alla quarantena di chi non ha casa. Oltre a garantire l'accoglienza h24 aumentando strutture e posti letto, si possono utilizzare altri luoghi pronti per altri usi: non solo le scuole in disuso dove le classi possono essere stanze, ma anche gli housing, i condomini sociali, le foresterie militari. È un momento di emergenza, pensiamo anche a loro”.
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CGIL Asti, apertura delle sedi a seguito dei provvedimenti sul Coronavirus

La Camera del Lavoro di Asti, al fine di tutelare i propri operatori dei servizi e i propri utenti, ha deciso di adottare le seguenti modalità operative:
· la Camera del Lavoro di Asti, con sede in piazza Marconi n.26, riduce le proprie aperture a tre giorni alla settimana: martedì, mercoledì e giovedì, dalle ore 8.30 alle ore 12.30.
· i CAAF, il SUNIA e la FEDERCONSUMATORI non saranno aperti all'utenza esterna. Per informazioni sul CAAF è possibile contattare il numero verde 800171111;
· l'ufficio immigrati, lo sportello EBAP e quello Sanarti rimarranno chiusi; il referente Provinciale risponderà alle mail all'indirizzo artigianato@cgilasti.it;
· il Patronato INCA garantirà le proprie attività di tutela, prediligendo le pratiche urgenti, attraverso i canali di assistenza in remoto (posta elettronica o telefono). Si può contattare il patronato scrivendo una mail a: asti@inca.it; canelli@inca.it e nizzamonferrato@inca.it; restano attivi i numeri fissi delle sedi di Asti (0141-533541), Canelli (0141-834808) e Nizza Monferrato (0141- 7261109);
· l'ufficio Vertenze garantirà la consulenza in remoto, rispondendo alla mail vertenze@cgilasti.it (telefono: 0141-533532).
I funzionari delle diverse categorie saranno, inoltre, reperibili telefonicamente.
La Cgil di Asti invita i suoi iscritti e le sue iscritte, i lavoratori e le lavoratrici, le pensionate e di pensionati, a rimanere a casa in questo difficile momento, rendendo sicuri se stessi, contribuendo a contrastare la diffusione del virus ed aiutando le forze dell'ordine nel loro lavoro.
La Camera del Lavoro di Asti esprime, inoltre, la sua solidarietà e la sua vicinanza ai lavoratori e alle lavoratrici che prestano obbligatoriamente la propria attività lavorativa, invitandoli a contattarla immediatamente nel caso in cui non venissero rispettate le norme di sicurezza.
Alle lavoratrici ed ai lavoratori della Sanità, al personale di supporto, al personale e ai volontari delle Croci, al personale delle case di riposo, che stanno affrontando un difficile momento di stress fisico e psicologico, garantendo cure adeguate ai loro pazienti, un grande grazie da tutta la CGIL.

Asti, 15 marzo 2020 ++++++++++++ 55.000 TAMPONI PER TUTELARE TUTTO IL PERSONALE MEDICO E INFERMIERISTICO NUOVE NORME APPROVATE QUESTA SERA 17.3.2020 Nuove norme per tutelare al massimo il personale sanitario che lavora quotidianamente a contatto con persone ammalate dal Corona Virus. Il Presidente Cirio chiede "materiale migliore di quello finora consegnato" parlando dei tamponi; i controlli verranno fatti seguendo precise priorità +++++++++++++

AGGIORNATO IL
27/03/2020 21:20:00

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