Martedì, 19/02/2019
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Torino, 16 febbraio 2019

MEDICI PRECARI DEL 118, IL GOVERNO BOCCIA LA STABILIZZAZIONE
SAITTA: “SI RISCHIANO GRAVI CONSEGUENZE PER IL SERVIZIO”

Il Governo ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale il provvedimento con cui la Regione Piemonte stabilizza gli oltre 80 medici che prestano servizio sulle ambulanze del 118 con contratti a tempo determinato.

La stabilizzazione dei medici è prevista dall’articolo 135 della “Legge annuale di riordino dell'ordinamento regionale” (la legge “Omnibus”), approvata lo scorso 17 dicembre dal Consiglio regionale, e riguarda quel personale che lavora già da anni all’interno del servizio del 118 ma che fino ad oggi non è stato possibile assumere a tempo indeterminato.

“Si tratta di un provvedimento necessario per evitare l’interruzione del servizio 118: continueremo dunque a difendere le nostre ragioni con il Governo e presso la Corte Costituzionale – spiega l’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta -. La strada individuata dalla Giunta regionale è una soluzione di buonsenso, per altro condivisa in modo trasversale dal Consiglio regionale, a un problema che si ripropone da molto tempo. Il nostro obiettivo è infatti quello di garantire sia la continuità del servizio che la tutela dei medici impegnati”.

La norma approvata dalla Regione dispone che i medici in servizio presso le strutture del sistema di emergenza-urgenza territoriale 118 con contratti a tempo determinato o comunque con rapporti di lavoro flessibile, e con un’anzianità lavorativa di almeno tre anni, possano accedere alle procedure di assegnazione degli incarichi convenzionali a tempo indeterminato anche senza aver superato il corso di Medicina generale ma solo quello di Emergenza territoriale. Questa possibilità resta comunque circoscritta agli incarichi del sistema di emergenza-urgenza e non prevede l’inserimento dei medici nelle graduatorie per la Medicina generale.

“La partecipazione degli oltre 80 medici interessati al corso di Medicina generale provocherebbe gravi problemi alla copertura del servizio 118, in quanto l’attività lavorativa sarebbe incompatibile con la frequenza del corso – aggiunge l’assessore Saitta -. La stabilizzazione consente invece l'inserimento in via definitiva nel sistema sanitario regionale di personale che ha dimostrato capacità e professionalità”.

“Il Governo gialloverde ci impedisce dunque di stabilizzare i nostri medici e mette a rischio un servizio indispensabile: non conosce la realtà piemontese e ha preferito impugnare la nostra legge invece di informarsi. Invito l'Ordine dei medici a far sentire la sua voce al nostro fianco”.

Torino, 14 febbraio 2019
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SAITTA: “INCENTIVI AI MEDICI IN PICCOLI COMUNI E AREE MONTANE
PATTO CON SINDACI E ORGANIZZAZIONI DI CATEGORIA”

Un patto operativo con le amministrazioni comunali e con i sindacati dei medici per garantire la presenza di medici di famiglia e pediatri nei piccoli Comuni e nelle aree montane. È la proposta lanciata questa mattina dall'assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta nell'incontro avuto in assessorato con gli amministratori dei Comuni di Roccavione, Lanzo, Acceglio, Sestriere, Ormea, Pray, Venasca, San Michele Mondovì, Novello, Bastia Mondovì e Frabosa Soprana, accompagnati dai vertici di Anci Piemonte (il presidente Alberto Avetta, i vicepresidenti Gianluca Forno e Michele Pianetta) e di Uncem Piemonte.

“Siamo al lavoro per trovare nell'immediato una risposta alla carenza di medici sui territori, un problema nazionale che nei prossimi anni rischia di trasformarsi in una vera emergenza a causa del numero insufficiente di borse di studio erogate dal Governo. Come Giunta regionale siamo pronti ad approvare un provvedimento per assicurare un contributo aggiuntivo per i medici di famiglia e i pediatri che decideranno di operare nei Comuni e nelle aree con poca popolazione” ha spiegato l'assessore Saitta.

L’intenzione dell’assessorato alla Sanità è di adottare un piano che riguarda 15 diverse aree del Piemonte, dove oggi operano 178 medici di famiglia e 35 pediatri, individuate in particolare in base alla bassa densità abitativa. Si tratta di un atto che avrà effetto immediato, con l’obiettivo di far fronte alle situazioni più critiche. Nei mesi scorsi la Regione aveva già deciso di aumentare il numero di borse di studio in Medicina generale: nel triennio 2018/21 saranno 70 in più, per un totale di 189.

“Oltre a premiare chi deciderà di operare nei piccoli Comuni e nelle aree montane, la Regione incentiverà i medici che sceglieranno di associarsi e dunque fornire un servizio più appropriato alle esigenze del territorio – sottolinea Saitta -. La nostra proposta è che le amministrazioni comunali si facciano invece carico degli aspetti logistici, offrendo facilitazioni nei costi delle sedi degli studi e nell’attivazione dei servizi connessi”.

“Ora il passaggio fondamentale – aggiunge l’assessore Saitta - sarà la discussione e la condivisione di questo progetto con le organizzazioni sindacali dei medici di famiglia”.
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NUMERO UNICO 112, MIGLIORATI I TEMPI DI RISPOSTA
CHIAMPARINO E SAITTA: “LA SICUREZZA PER I CITTADINI E’ AUMENTATA”


“Il numero unico 112 ha consentito di liberare le centrali operative dalle chiamate inappropriate, permettendo così agli operatori di dedicarsi effettivamente alle emergenze. Come accade quando viene introdotta un'innovazione, ci sono state criticità, ma nel complesso si è verificato un miglioramento del servizio rispetto al passato, una riduzione dei tempi di risposta e la possibilità per chi chiama di essere geolocalizzato. In sostanza, la sicurezza per i cittadini è aumentata”.

Lo sottolineano il presidente della Regione Sergio Chiamparino e l'assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta, che questa mattina nella sede della Regione Piemonte hanno partecipato alla presentazione dei risultati del centralino unico per le emergenze, in occasione della Giornata europea del 112. Presenti il prefetto di Torino Claudio Palomba, i vertici regionali e provinciali delle forze dell'ordine e degli enti impegnati nel servizio, gli operatori delle centrali di Grugliasco e Saluzzo e il referente nazionale della commissione ministeriale che sovrintende al 112, Carlo Bui.

Nei primi due anni dalla sua attivazione, il 112 ha ricevuto 3 milioni e 239mila telefonate. Il 43% di queste, 1 milione e 392mila, si sono rivelate inappropriate in quanto semplici richieste di informazione o errori di chiamata. La presenza del centralino unico ha consentito di filtrare queste chiamate evitando agli operatori un carico di lavoro inutile. Alle centrali di emergenza ne sono state effettivamente girate 1 milione e 847mila: il 46% all’emergenza sanitaria 118, il 31% ai Carabinieri, il 13% alla Polizia, il 9% ai Vigili del Fuoco, l’1% alla Polizia municipale della Città di Torino.

Alla quasi totalità di queste chiamate è stata data risposta immediata. Il tempo di attesa è stato entro i 5 secondi nel 66% dei casi, entro i 10 secondi nell’86%, entro i 20 secondi nel 92%.

Per oltre metà delle chiamate (il 56%) l’intero tempo di gestione non ha superato i 45 secondi, mentre nell’86% dei casi è restato entro i 75 secondi.

Infine, il dato che meglio attesta il miglioramento avvenuto: prima dell’avvio del centralino unico 112, dal 7 al 9% delle chiamate non riceveva risposta dagli operatori delle rispettive centrali, circa una telefonata su 12. Oggi le mancate risposte rappresentano l’1,8% del totale, una su 55.

“Esprimiamo la nostra gratitudine a tutti gli operatori che sono impegnati quotidianamente nelle centrali – aggiungono il presidente Chiamparino e l’assessore Saitta -. Questi risultati sono il frutto del loro lavoro, oltre che il riscontro di come non sempre la rappresentazione che viene fatta dell’attività del centralino unico rispecchi la realtà dei fatti. Si tratta invece di implementare un servizio che si sta dimostrando uno dei modelli pilota in Italia”.

Il coordinatore Bui si è complimentato, in particolare, con la Regione Piemonte per l’applicazione FlagMii, che è stata rafforzata con l’attivazione del 112 e per cui si valuterà l’estensione a livello nazionale. La app si può scaricare gratuitamente sul proprio smartphone e, in caso di emergenza, invia ai soccorritori le coordinate Gps esatte permettendo l’individuazione immediata.

Nel caso in cui l’utente non avesse installato l’app sul cellulare, dalla centrale parte automaticamente un sms sul telefono di chi sta chiamando: cliccando il link contenuto vengono ugualmente inviate ai soccorritori le coordinate Gps esatte. In più l’app consente l’apertura di una chat istantanea con un operatore del centralino nel caso in cui chi chiede aiuto sia impossibilitato a parlare. Un supporto che può essere importante, ad esempio, per persone con alcune forme di disabilità.

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Torino, 7 febbraio 2019

PIEMONTE: VALMAGGIA E FERRERO: “IL GOVERNO ADOTTI AL PIÙ PRESTO IL PIANO NAZIONALE DI GESTIONE DEI LUPI”

Lo scorso settembre il Consiglio regionale aveva adottato un ordine del giorno per sollecitare il Governo

Le segnalazioni dell’alta presenza di lupi su tutto il territorio piemontese stanno ormai portando non solo gli allevatori, ma anche i cittadini di alcuni centri abitati, a temere per la propria incolumità oltre che per quella delle greggi. Un fenomeno, quello del ritorno del lupo, che se da un lato è stato auspicato nei territori forestali e di alta montagna, in quanto fondamentale al fine di ripristinare una catena alimentare che solamente qualche anno fa risultava compromessa, dall’altro rischia di non essere più recuperabile se il Governo non interverrà tempestivamente.

La gestione del lupo rientra infatti tra le politiche ambientali di diretta ed esclusiva competenza dello Stato.

Le Regioni italiane avevano dato un sostanziale contributo al Ministero dell’Ambiente nella redazione del Piano di nazionale di conservazione e gestione del lupo, affinché, se da un lato il predatore potesse essere tutelato nel suo habitat naturale, dall’altro, si mettessero in campo misure di sostegno agli agricoltori e alla popolazione di montagna, fino allo strumento ultimo che prevede dei piani di contenimento. Il Piano lupo, allo stato attuale, risulta completamente abbandonato dal Governo.

Lo scorso 25 settembre il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato un ordine del giorno che, nell’avvalorare quanto fatto sul territorio piemontese col progetto pilota di monitoraggio del lupo LIFE Wolfalps (che ha visto in prima fila il Parco delle Alpi Marittime), chiedeva altresì al Governo di giungere, in tempi brevi, all’approvazione del Piano nazionale di conservazione e di gestione del lupo.

“La Regione Piemonte non può rimanere a lungo con le mani legate nell’attesa che il Governo decida– afferma l’assessore all’Ambiente della Regione Piemonte, Alberto Valmaggia – Per anni è stato auspicato il ritorno del lupo in Piemonte perché si riequilibrasse la catena alimentare delle nostre Alpi. Il Piemonte ha addirittura messo in piedi un progetto unico di monitoraggio della specie durante le sue migrazioni. Ora, però, non possiamo più aspettare.Il Governo ci dia le indicazioni chiare di quali azioni mettere in campo per proteggere le persone e le greggi, e con quali risorse, poi noi faremo la nostra parte”.

“Già due volte, e l’ultima il 29 novembre 2018 – sottolinea l’assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte, Giorgio Ferrero - il Comitato per Politiche Agricole, che rappresenta tutti gli Assessori regionali, ha richiesto in modo unanime all’attuale Governo di farsi carico della gestione di una situazione che altrimenti compromette in modo definitivo l’attività in primis degli allevatori piemontesi”.
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VENTAGLI DELLE MONTAGNE

La collezione di ventagli promozionali del Museo della Montagna

CONSIGLIO REGIONALE DEL PIEMONTE PALAZZO LASCARIS (via Alfieri 15, Torino)

7 febbraio – 8 marzo 2019

In contemporanea con la mostra VENTAGLI DELLE MONTAGNE, esposta fino al 4 aprile 2019 al Museo nazionale della Montagna (al Monte dei Cappuccini), la Galleria Spagnuolo di Palazzo Lascaris ospita dal 7 febbraio all’8 marzo una selezione di 40 ventagli, corredati da una trentina di carte da collezione, manifesti e fotografie da metà Ottocento agli anni ‘40 del ‘900 che mostrano il contesto storico e il gusto dell'epoca di produzione dei ventagli. Tutti i materiali esposti provengono dalla collezione del Museo.

Inaugurazione a Palazzo Lascaris mercoledì 6 febbraio ore 17

Intervengono: Nino Boeti, presidente del Consiglio regionale del Piemonte

Valentino Castellani, presidente del Museo della Montagna

Daniela Berta, direttore del Museo della Montagna

In occasione dell’inaugurazione della mostra mercoledì 6 febbraio 2019 Palazzo Lascaris rimarrà aperto per le visite guidate fino alle ore 20, con ingresso gratuito fino ad esaurimento posti (entro le 19.45).

La mostra sarà visitabile a Palazzo Lascaris fino a venerdì 8 marzo, orario 9 – 17. Ingresso gratuito.

Il ventaglio promozionale nasce in Europa a metà Ottocento come veicolo di promozione turistica per alberghi, luoghi termali ed eventi, come le grandi Esposizioni nazionali e internazionali. Con l’inizio del ‘900 il ventaglio diventa strumento per pubblicizzare le più svariate tipologie di servizi e prodotti: il produttore di scarpe, il droghiere, le sale da ballo e le imprese di servizi, prime fra tutte quelle di onoranze funebri che lo utilizzano come biglietto da visita.

La mostra è realizzata dal Museo nazionale della Montagna in collaborazione con il Consiglio regionale del Piemonte e la Camera di Commercio di Trento ed è esposta in due sedi: il Museo della Montagna di Torino e Palazzo Lascaris, sede del Consiglio regionale del Piemonte.

L’esposizione sarà visitabile a Trento, Palazzo Roccabruna, dal 12 aprile all’11 maggio 2019 in occasione del Trento Film Festival.
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Torino, 1 febbraio 2019

PIEMONTE: APPROVATA LA CARTA ETICA DELLA MONTAGNA

Uno strumento per promuovere la cultura della montagna e valorizzare l’economia locale


Su indicazione dell’Assessore Alberto Valmaggia e dell’Assessore Augusto Ferrari, è stata approvata in Giunta regionale la Carta Etica della Montagna. L’Obiettivo del documento è quello di promuovere una cultura della montagna che valorizzi l’economia locale, legata a una frequentazione turistica sostenibile e socialmente inclusiva, nell’ottica di accogliere anche le fasce più fragili della popolazione.

In questo senso, la continua crescita di esperienze positive di montagnaterapia hanno stimolato la volontà di replicare iniziative a contatto con la montagna, per persone affette da patologie psichiatriche, fisiche, emotive e cognitive proprio a carattere terapeutico-riabilitativo e/o socio-educativo, finalizzato alla prevenzione, alla cura ed alla riabilitazione degli individui portatori di differenti problematiche.

La Carta Etica promuove un atteggiamento di corresponsabilità di tutti i soggetti che, a vario titolo, hanno a che fare con il mondo della montagna, dalle istituzione ai residenti con il coinvolgimento dei professionisti della montagna, dei servizi sportivi, dei servizi socio-educativi e sanitari, delle associazioni, delle imprese e del Club Alpino Italiano.

La Regione Piemonte da tempo esprime un forte impegno verso la Montagna considerata patrimonio e risorsa insostituibile della collettività e concepita come luogo accessibile e fruibile da tutti, per le opportunità di sviluppo sociale ed economico che essa genera. Per questo motivo la Carta Etica ha voluto sottolineare con forza l’importanza di una politica pubblica per la Montagna e che contribuisca alla coesione sociale ed allo sviluppo economico sostenibile.

“Siamo contenti di aver portato a compimento il progetto della Carta Etica” – commenta l’Assessore alle Politiche Sociale, Augusto Ferrari–dopo aver vissuto, negli scorsi mesi, l’esperienza della montagnaterapia, ho acquisito ancor più la consapevolezza del valore terapeutico del camminare in montagna, e di come, a fini terapeutici, possa migliorare la qualità della vita anche delle persone più fragili o problematiche. Ma non solo, ha un significato più profondamente umano: aiuta a conoscere meglio se stessi e a condividere positivamente il punto di vista degli altri, opportunità che dobbiamo mettere al servizio di tutte le nostre comunità”.

“La montagna, per le sue caratteristiche di innata bellezza, può e deve diventare un patrimonio di tutti, in special modo nella nostra regione, per gran parte ricoperta di alture e scenari diversissimi tra loro – afferma l’Assessore allo Sviluppo della montagna, Alberto Valmaggia– Anche grazie alla Carta Eticae agli importanti investimenti fatti in questi anni, soprattutto sul turismo outdoor, intendiamo operare a vantaggio delle attività sociali ed economiche del territorio montano, con lo scopo di sostenere chi vive in montagna, ma anche promuovere le terre alte quale principale meta del Piemonte”.

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Torino, 2 febbraio 2019

AL VIA LA GARA PER IL PARCO DELLA SALUTE
CHIAMPARINO E SAITTA: “IL PROGETTO INNOVATIVO PIÙ IMPORTANTE PER I PROSSIMI ANNI”

Parte la gara per la realizzazione del Parco della Salute di Torino. Ieri il direttore generale della Città della Salute, Silvio Falco, ha firmato la delibera che dà il via alla procedura per l’affidamento del contratto di partenariato pubblico-privato attraverso il quale sarà costruita l’opera.

“Ci siamo, prende formalmente e concretamente avvio il progetto più significativo per la città e per il Piemonte dei prossimi anni, per migliorare ancora la qualità dei servizi sanitari offerti ai cittadini nostri e anche di altre regioni e per accrescere innovazione, ricerca e formazione in un campo strategico come quello della cura alla persona” sottolinea il presidente della Regione Sergio Chiamparino.

“È stato compiuto il passo decisivo ed è un traguardo importantissimo se pensiamo ai tanti anni persi in passato e al fatto che all’inizio del nostro mandato abbiamo praticamente dovuto ripartire da zero: da quando si è cominciato a discutere di Parco della Salute sono passate quattro legislature regionali e si sono succeduti nove governi nazionali differenti, finalmente si parte sul serio” commenta l’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta.

“Mi preme ringraziare per il lavoro fatto insieme in questi anni la Città della Salute, l’Università, il Politecnico, la Compagnia di San Paolo e il Comune di Torino per la parte urbanistica” aggiunge l’assessore Saitta.

La gara prevede la realizzazione del “Polo della sanità e della formazione clinica e del Polo della ricerca” del Parco della Salute, per un valore complessivo di 455 milioni di euro, 150 milioni di finanziamento pubblico e 305 milioni a carico del privato.

La procedura ha l’obiettivo di individuare il soggetto privato e sarà articolata in varie fasi attraverso la formula del dialogo competitivo, per una durata complessiva di 18 mesi. Questa modalità permetterà di definire al meglio il percorso per arrivare al progetto definitivo, sulla base delle reali esigenze cliniche e sanitarie.

Il bando sarà pubblicato nei prossimi giorni, successivamente gli operatori privati interessati potranno presentare richiesta di partecipazione. Le richieste saranno quindi analizzate per la verifica dei requisiti economici e tecnici necessari.

Gli operatori ammessi prenderanno parte al dialogo competitivo e presenteranno una prima proposta progettuale. La Città della Salute convocherà a quel punto i concorrenti per approfondire ogni aspetto legato al progetto. Terminata questa fase, si chiederà di presentare il progetto definitivo sulla base del quale verrà scelto il vincitore.

PARCO DELLA SALUTE – SCHEDA TECNICA

Il Parco della Salute consentirà di concentrare in una nuova struttura all’avanguardia le attività ad alta complessità degli ospedali della Città della Salute, adeguandole agli standard attuali e del prossimo futuro, in grado di concorrere alla valorizzazione e al potenziamento delle eccellenze degli ospedali esistenti.

In questo modo verrà offerta al territorio una struttura in grado di rispondere ai diversi bisogni sanitari, di formazione e di ricerca e di far fronte alle mutate esigenze del sistema sanitario che richiede complessi ospedalieri tecnologicamente avanzati, flessibili, aperti al territorio e con costi di gestione sostenibili.

La connotazione sarà quella di un centro polispecialistico all’avanguardia per l’assistenza, la ricerca avanzata e l’insegnamento multidisciplinare, con potenziale attrattivo a scala regionale e nazionale e con elevate capacità operative, organizzative e di interazione con la rete dell’alta complessità.

Il progetto è localizzato su un’area di circa 317.000 metri quadrati a sud-est di Torino (area ex Fiat Avio) e prevede la realizzazione di quattro poli funzionali, strettamente fra loro interconnessi:

- il Polo della sanità e della formazione clinica, con una superficie di 127.000 mq;

- il Polo della ricerca, con una superficie di 10.000 mq ed un’utenza stimata di circa 1.000 persone fra personale docente, dottorandi etc;

- il Polo della didattica, con una superficie di 31.000 mq dedicati alle attività afferenti ai corsi di laurea e ai corsi specialistici in medicina e delle professioni sanitarie, per un totale di circa 8.600 fruitori;

- il Polo della residenzialità d’ambito, con una superficie di 8.000 mq, per i servizi di foresteria.

Sono previsti parcheggi a servizio delle diverse attività per una superficie complessiva di circa 60.000 mq.

Il lotto 1, “Polo della sanità e della formazione clinica e il Polo della ricerca”, ha un costo totale di circa 455 milioni di euro (compresi i costi legati alle opere di bonifica del sito) di cui circa 150 milioni a carico dello Stato e della Regione Piemonte e circa 305 milioni a carico del privato nell’ambito dell’iniziativa di partenariato pubblico-privato.

Il partenariato pubblico-privato prevede l’affidamento in gestione dei servizi connessi alle opere edilizie e impiantistiche e della manutenzione, oltre alla gestione dell’energia e del calore. La gestione non riguarderà in alcun modo i servizi sanitari.

La concessione avrà un orizzonte temporale di 30 anni, 5 anni per la realizzazione e 25 anni di gestione. Il corrispettivo annuale a favore del concessionario sarà pari a circa 32 milioni di euro.

Attualmente i costi di gestione e di manutenzione della Città della Salute sono di circa 50 milioni di euro l’anno, mentre servirebbero 366 milioni di euro per adeguare e ristrutturare gli edifici.
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Torino, 31 gennaio 2019

SAITTA E FERRARI: “NESSUN RISCHIO PER L’ASSISTENZA DOMICILIARE

LA REGIONE PIEMONTE GARANTISCE LE RISORSE ANCHE PER IL 2019”

“Non esiste alcun rischio di interruzione per le cure a favore delle persone non autosufficienti. Come è avvenuto per tutti gli anni passati, la Regione Piemonte continuerà a garantire anche per il 2019 l’erogazione delle risorse”.

Lo precisano gli assessori regionali alla Sanità Antonio Saitta e alle Politiche sociali Augusto Ferrari in merito alle polemiche sui fondi per l'assistenza domiciliare alle persone non autosufficienti.

“Come dovrebbe ben sapere l’assessore Schellino – spiegano Saitta e Ferrari - la conferma degli assegni di cura per le persone non autosufficienti è un impegno personale degli assessori competenti che autorizzano in via straordinaria i direttori delle Asl ad utilizzare fondi propri, in attesa che il Governo emani il decreto relativo all’erogazione del Fondo per le non autosufficienze”.

“Come è avvenuto ogni anno dall’inizio del nostro mandato, nei giorni scorsi abbiamo provveduto a garantire la continuità degli assegni anche per il 2019. La motivazione della scadenza al 30 giugno è dovuta semplicemente all’imminente scadenza del mandato regionale: trattandosi di impegno personale assunto dagli assessori, non è ovviamente possibile prorogarlo oltre la fine della legislatura. Sarà cura della prossima Giunta, che entrerà in carica a giugno, formalizzare la continuità dell’erogazione.

Spiace tuttavia constatare come un assessore comunale affronti un tema così delicato con tale superficialità e con toni strumentali e propagandistici”.
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IL CONSIGLIO REGIONALE SI FA PROMOTORE DI ARTE E CULTURA

Venerdì 1° febbraio 2019, ore 11, Sala delle Guardie svizzere del Palazzo Reale di Torino.

Presentazione del restauro dei quadri “Guglielmo Embriaco, condottiero di Crociati genovesi, alla presa di Cesarea, vi conquista il Sacro Catino” di Vincenzo Rasori e “Lutto del Piemonte” di Gaetano Ferri.

“Sin dal 2013 il Consiglio regionale, grazie a un Protocollo siglato con la Direzione regionale del Ministero per i Beni culturali e l’associazione Amici di Palazzo Reale, finanzia con 10 mila euro l’anno interventi di restauro all’interno di Palazzo Reale: tra gli altri ricordiamo il restauro della balaustra in legno del ‘700 della Sala del Trono, realizzato nel 2017. Quest’anno abbiamo contribuito al restauro di due dipinti a olio che ornano la Galleria della Sindone al primo piano di Palazzo Reale, accesso importante alla rinata Cappella del Guarini.

La promozione della cultura del territorio è un dovere per le Istituzioni e passa anche attraverso il restauro delle sue opere d’arte: esse testimoniano la nostra storia e anche grazie a questo intervento potranno essere ammirate da tutti ancora per molti anni”.

Nino Boeti, presidente del Consiglio regionale del Piemonte

Partecipano all’incontro: la direttrice dei Musei Reali Enrica Pagella, Franco Gualano curatore delle collezioni di Palazzo Reale, Anna Luisa Gabino e Allegra Carlone restauratrici della cooperativa Koinè Conservazione beni culturali.

La consigliera regionale Valentina Caputo porta il saluto del Consiglio regionale del Piemonte.
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Torino, 31 gennaio 2019

LABORATORI ANALISI DELL’AREA OVEST TORINESE
SAITTA: “SUL NUOVO PIANO NON E’ STATA PRESA ALCUNA DECISIONE”

“La Giunta regionale non ha all’ordine del giorno alcuna delibera in merito ai laboratori analisi dell’area Ovest torinese, la cui riorganizzazione, per altro, non è ancora stata definita dall’assessorato alla Sanità. Mi trovo dunque a dover smentire in modo categorico ogni altra ipotesi o interpretazione sul tema”.

Lo precisa l’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta riguardo al piano di riorganizzazione dei laboratori analisi dell’area Ovest torinese.

“Nel mese di dicembre mi ero impegnato a rivedere l’organizzazione per quanto riguarda l’area Ovest – aggiunge l’assessore Saitta -. Nei giorni scorsi è stata ultimata l’analisi di tipo tecnico che porterà all’elaborazione del nuovo piano. Non ho però ancora avuto modo di esaminarne i contenuti e dunque di prendere alcuna decisione in merito. Ribadisco, quindi, come non sia stato predisposto alcun provvedimento da parte della Giunta”.

“In ogni caso, la riorganizzazione non intaccherà minimamente i servizi offerti ai cittadini, che saranno mantenuti nel numero e nella dislocazione attuale”.
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ASL DI BIELLA
IL NUOVO COMMISSARIO È DIEGO POGGIO

Nella riunione di questa mattina la Giunta regionale del Piemonte, approvando la proposta dell’assessore alla Sanità Antonio Saitta, ha nominato Diego Poggio quale nuovo commissario dell’Asl di Biella.

Avvocato, 57 anni, esperto di management in campo sanitario, Poggio è all’Asl di Biella dal 2015, dove fino ad oggi ha ricoperto l’incarico di direttore amministrativo. Nel Servizio sanitario regionale dal 1990, in precedenza ha lavorato per molti anni all’Asl Cn1, di cui è stato anche direttore amministrativo.

“Ringrazio il direttore sanitario Lorenzo Maffioli per aver condotto l’Asl Biella in questo ultimo periodo di transizione, nella certezza che Diego Poggio, con l’esperienza maturata nell’azienda, saprà gestire da commissario la delicata fase” sottolinea l’assessore Saitta.
25/1/19
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Più controlli contro gli incendi di rifiuti

Conclusa l’indagine da parte della Commissione: un antidoto contro le infiltrazioni malavitose.

Più controlli, autorizzazioni semplici e chiare allo smaltimento, regolarità degli stoccaggi: sono questi alcuni degli obiettivi da raggiungere secondo la relazione conclusiva dell’indagine conoscitiva sul fenomeno legato agli incendi ai magazzini degli impianti rifiuti differenziati, approvata oggi all’unanimità dal Consiglio regionale.

I presidenti delle Commissioni quinta e legalità, Silvana Accossato e Giorgio Bertola della Commissione speciale – formatasi per regolamento – hanno esposto all’Assemblea i risultati conseguiti attraverso l’approfondimento del fenomeno sia tramite incontri con i soggetti interessati, sia acquisendo documentazione. Si è così evidenziato che molti incendi di rifiuti sono di origine dolosa, mentre altri derivano da incuria o accumulo di materiali. Gli incendi vengono addirittura replicati anche durante il corso dell’indagine, con una distribuzione omogenea sul territorio piemontese, con picchi numerici nella provincia di Alessandria.
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Torino, 22 gennaio 2019

NUOVO CUP, LA REGIONE PIEMONTE CONVOCA LE AZIENDE
SAITTA: "E' NECESSARIO AVVIARE RAPIDAMENTE L'ATTIVITÀ"

"Ho convocato per i prossimi giorni una riunione con le tre aziende incaricate di gestire il nuovo Cup regionale per le prenotazioni di esami e visite specialistiche. È estremamente importante avviare il nuovo centralino unico e garantire il rispetto dei tempi previsti". Lo sottolinea l'assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta, che oggi pomeriggio ha risposto a un'interrogazione presentata in Consiglio regionale.

La piattaforma informatica che supporterà il lavoro del nuovo Cup è stata realizzata ed è pronta all'utilizzo.

Nei giorni scorsi l'Asl Città di Torino ha scritto alle tre aziende - Diamante, Telecom ed Engineering - fissando nella data del prossimo 31 gennaio il limite ultimo per concludere il collaudo della piattaforma e dunque iniziare effettivamente l'attività del nuovo Cup regionale.
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Torino, 16 gennaio 2019

SAITTA: “BASTA RACCONTARE FALSITA’ SULLA PELLE DEI BAMBINI

CON IL PARCO DELLA SALUTE IL REGINA MARGHERITA SARA’ POTENZIATO”

“È il momento di smetterla di raccontare falsità, strumentalizzando la sanità per fini elettorali e giocando in modo scorretto sulle paure dei genitori e sulla salute dei bambini stessi. In questo modo si fa il male del nostro sistema sanitario e di tutto il Piemonte”. Lo precisa l’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta in merito al progetto del Parco della Salute di Torino.

“L’ospedale Regina Margherita non chiuderà – aggiunge l’assessore -, all’interno del nuovo Parco della Salute avrà un ruolo di estrema importanza un polo materno-infantile che conserverà tutte le eccellenze di cui attualmente dispongono la Città della Salute e la sanità piemontese nel suo complesso. La realizzazione del Parco permetterà oltretutto di valorizzare queste grandi competenze, aumentando ulteriormente la sicurezza per i piccoli pazienti e per le loro famiglie.

Ribadisco inoltre, come ho avuto modo di fare già nei giorni scorsi, che il processo di realizzazione del Parco della Salute sarà seguito in modo costante da una commissione di esperti che per la parte clinica sarà composta da professionisti della stessa Città della Salute. Questi esperti valuteranno i progetti presentati dalle imprese sulla base della qualità”.
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Torino, 15 gennaio 2019

L’assessore Balocco replica al Consigliere Valetti sulle risorse per il TPL

“In un comunicato diramato ieri, il Consigliere 5 Stelle Valetti, oltre a continuare a dire falsità, dimostra di non sapere nemmeno fare i calcoli più elementari. Secondo lui infatti 535 milioni stanziati nel 2019 dalla Giunta Regionale per il Trasporto Pubblico Locale rappresenterebbero un taglio rispetto ai 530 milioni stanziati nel 2017 e 2018, per altro in un contesto nel quale il Fondo Nazionale Trasporti si contrae e il contributo della Regione sale per compensare i tagli del Governo. Inoltre Valetti dimostra di non sapere di cosa parla quando dice che i 5 milioni in più fanno riferimento a crediti vantati dalla Regione nei confronti di GTT. Si tratta di risorse aggiuntive che servono anche a finanziare la metropolitana di Torino, visto che il Comune (dello stesso colore politico di Valetti) non è in grado di contribuire. Stesso discorso per 10 milioni di premialità che secondo il Consigliere Pentastellato non possono essere investiti in infrastrutture e nuovi servizi, quando si tratta esattamente di risorse come le altre, semplicemente ripartite secondo un criterio diverso.

Va bene la continua denigrazione dell’attività della Giunta a fini propagandistici da parte dei 5 Stelle, ma un minimo di onestà intellettuale sarebbe richiesta. Sono certo che i pendolari saranno felici dei pesanti tagli che il“Governo del cambiamento” ha operato sugli investimenti già programmati per il miglioramento e l’efficientamento della rete ferroviaria e che quindi potranno senz’altro aspettarsi i “tempi migliori” auspicati da Valetti.”

Così l’Assessore ai Trasporti della Regione Piemonte francesco Balocco ha replicato ad un comunicato del Consigliere Regionale Valetti.

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Torino, 17 gennaio 2019

GLI INCENDI BOSCHIVI CONTINUANO A PREOCCUPARE L’AMMINISTRAZIONE REGIONALE

Valmaggia “Dal 1° gennaio abbiamo avuto 77 roghi in Piemonte, che hanno visto in azione 643 volontari, 219 mezzi, 2 canadair e 2 elicotteri regionali. Si tratta di numeri allarmanti che non ci consentono di derogare dallo stato di massima pericolosità nonché dall’applicazione della nuova legge di contrasto agli incendi boschivi”

“Vista la situazione di perdurante siccità, con precipitazioni che non si prevedono nel breve periodo, tutto il Sistema operativo regionale antincendi boschivi continua a essere allertato sull’intero territorio regionale, pronto a intervenire in caso di necessità – afferma l’assessore alla Protezione civile, alberto Valmaggia – È evidente che, a fronte di un quadro come questo, non è possibile concedere alcuna deroga all’accensione di fuochia quanti in questi giorni la stanno chiedendo. Anzi, si ricorda che tutte le violazioni di legge sono perseguibili penalmente”.

Gli incendi che hanno colpito il Piemonte sono stati: 10 nel biellese, con l’intervento di99 volontari e 49 mezzi; 11 nel cuneese, con 42 volontari e 13 mezzi; 8 nel novarese, con 40 volontari e 15 mezzi; 8 nel Vco, con 47 volontari e 18 mezzi; 2 nel vercellese, con 37 volontari e 10 mezzi; infine, nel torinese, 38 roghi, che hanno richiesto l’intervento di con 376 volontari e 108 mezzi. Ai mezzi di terra, va ad aggiungersi l’utilizzo di due elicotteri regionali e di due canadair, questi ultimi attivati dal Dipartimento nazionale della Protezione civile.

La Protezione civile del Piemonte ricorda che, secondo la legge, entro una distanza di cento metri dai terreni boscati, arbustivi e pascolivi, sono vietate le azioni che possono determinare anche solo potenzialmente l’innesco di incendio, quali: accendere fuochi, accendere fuochi pirotecnici, far brillare mine, usare apparecchi a fiamma o elettrici per tagliare metalli, usare apparati o apparecchiature che producano faville o brace, fumare, disperdere mozziconi o fiammiferi accesi, lasciare veicoli a motore incustoditi a contatto con materiale vegetale e combustibile, accendere lampade cinesi, o compiere ogni altra azione che possa creare comunque pericolo mediato o immediato di incendio. E’ inoltre vietato l’abbruciamento di residui vegetali, o compiere ogni altra azione che possa creare comunque pericolo di incendio.

È utile infine ricordare - conclude Valmaggia - che la collaborazione dei cittadini può essere decisiva nel segnalare tempestivamente al numero unico di emergenza 112 anche le prime avvisaglie di un possibile incendio boschivo. Fornendo informazioni il più possibile precise, si contribuisce in modo determinante nel limitare i danni all’ambiente, consentendo a chi dovrà operare sul fuoco di intervenire con tempestività, prima che l’incendio aumenti di forza e di capacità distruttiva”.

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Torino, 14 gennaio 2019

LA SANITÀ PIEMONTESE RIDUCE ANCORA I TEMPI DI PAGAMENTO SAITTA: “RISULTATO RAGGIUNTO, ORA LE ASL PAGANO A 60 GIORNI”

“Possiamo finalmente dire che dopo molti anni la sanità piemontese paga puntualmente i propri fornitori, rispettando la scadenza delle fatture a 60 giorni. Siamo soddisfatti di aver raggiunto uno dei principali obiettivi che ci eravamo posti a inizio mandato, quando invece i ritardi nei pagamenti delle aziende sanitarie erano molto rilevanti: in alcuni casi il saldo avveniva oltre 200 giorni dopo la scadenza delle fatture”.

Lo ha sottolineato questa mattina l’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta illustrando alla IV commissione del Consiglio regionale i miglioramenti nei tempi di pagamento da parte delle Asl e delle aziende ospedaliere piemontesi.

Come si rileva dai dati (in allegato la tabella completa), nel 2014 la quasi totalità delle aziende sanitarie piemontesi pagava i propri fornitori con oltre 50 giorni di ritardo rispetto alla naturale scadenza, con picchi negativi superiori a 200 giorni. Come conseguenza, gli effettivi tempi di pagamento arrivavano anche a sfiorare i 300 giorni.

Attualmente, invece, quasi tutte le aziende sanitarie rispettano i tempi previsti, saldando con puntualità o con ritardi minimi (solo in due casi si superano i 12 giorni). Quattro aziende – Asl Biella, Asl Cn1, Asl Cn2, Ospedale di Cuneo – pagano addirittura in anticipo rispetto alla scadenza prevista, e in generale tutte le Asl hanno ridotto in modo consistente i tempi rispetto al passato. Ad esempio, il San Luigi di Orbassano ha recuperato 213 giorni di ritardo, l’Ospedale di Novara 208 giorni, la Città della Salute di Torino 193.

“Considerando che la spesa sanitaria in Piemonte è di circa 8 miliardi di euro, si tratta di un miglioramento di grande importanza per tutto il sistema produttivo regionale – aggiunge l’assessore Saitta -. In questo modo, oltre a garantire certezza nei tempi di pagamento viene evitato il ricorso all’indebitamento sia da parte delle imprese che da parte del sistema sanitario pubblico. La riduzione dei tempi ha dunque comportato anche una riduzione dei costi, contribuendo a liberare risorse per la cura dei pazienti”.
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Torino, 11 gennaio 2019

Rail.To e Trenitalia chiedono una proroga dei termini di presentazione delle offerte sull’Sfm

Balocco: esistevano tutte le condizioni per arrivare alla valutazione dei progetti alternativi nei termini stabiliti.

La scadenza prevista per la presentazione delle offerte per l’affidamento del sevizio ferroviario Metropolitano, contemplata dalla procedura di confronto competitivo voluto dalla Regione Piemonte, era stata fissata per il 21 gennaio. Entrambe i “competitor”, Rail.To (composta dalla cordata GTT e Arriva) e Trenitalia, si sono dichiarati impossibilitati a ultimare l’analisi e presentare le proprie conclusioni entro quella data, chiedendo di posticipare la scadenza. L’Agenzia ha concesso uteriori 60 giorni per formalizzare le proposte che saranno oggetto di valutazione da parte della commissione esaminatrice.

“Prendo atto delle difficoltà da parte delle due compaggini contrapposte di presentare, dopo oltre un anno di interlocuzioni, richieste di chiarimenti e approfondimenti con l’AMP, il progetto per la gestione del Sistema Ferroviario Metropolitano nei tempi previsti (e per altro concordati)” - ha dichiarato l’Assessore ai Trasporti della Regione Piemonte Francesco Balocco - Comprendo che la posta in gioco sia importante, ma esistevano tutte le condizioni per arrivare alla valutazione dei progetti alternativi nei termini stabiliti. Non concedere la proroga avrebbe d’altronde significato vanificare un lungo lavoro, mandando deserta la presentazione delle offerte.
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PARCO DELLA SALUTE DI TORINO, LA GARA AL VIA ENTRO FINE MESE
CHIAMPARINO: “MOMENTO DECISIVO, SIAMO PRONTI A PARTIRE”

La gara per la realizzazione del nuovo Parco della Salute di Torino partirà entro la fine del mese. Lo ha comunicato l’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta alla Giunta regionale nel corso della riunione di questa mattina.

Nei giorni scorsi, infatti, è stato completato l’ultimo passaggio procedurale necessario per l’avvio della gara, la firma da parte del Ministero della Salute del decreto di ammissione del finanziamento già previsto per l’opera. A disposizione ci sono 142,5 milioni di euro di fondi statali e oltre 7 milioni di euro di fondi regionali per un totale di circa 150 milioni di euro di risorse pubbliche.

“Siamo al passo decisivo di un percorso lunghissimo – commenta il presidente della Regione Sergio Chiamparino -. Con l’assegnazione in via definitiva delle risorse sono stati compiuti tutti gli atti necessari all’avvio della gara: della realizzazione del Parco della Salute si discute da almeno 15 anni, ora possiamo finalmente dire che ci siamo”.

“Uno degli obiettivi principali che ci eravamo dati in questo mandato era l’avvio della gara per il Parco della Salute, dopo gli anni di incertezze e di ritardi accumulati in precedenza – sottolinea l’assessore Saitta -. Abbiamo mantenuto questo impegno, stabilendo tempi chiari e dando certezze al progetto, ad esempio con la scelta di occuparci in via preventiva della bonifica dell’area”.

Entro il mese di gennaio saranno dunque al via due gare, entrambe bandite dalla Città della Salute di Torino in qualità di stazione appaltante.

La prima riguarderà il Parco della Salute vero e proprio, attraverso la formula del dialogo competitivo, per oltre 400 milioni di investimento fra pubblico e privato. Con la seconda verrà appaltata la bonifica dell’area ex Avio, su cui sorgerà il complesso, per un valore di circa 18 milioni di euro. In questo modo chi vincerà la gara per la realizzazione dell’opera potrà iniziare i lavori immediatamente, con la bonifica già conclusa.
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Torino, 7 gennaio 2019
La prima settimana di Febbraio si terrà la presentazione dello studio sulla fermata intermedia dell’Alta Velocità.

Si svolgerà la prima settimana di febbraio la presentazione dello studio per lo sviluppo del sistema di trasporto ferroviario sull'asse Torino-Milano e della fermata intermedia sulla linea ad Alta Velocità commissionata dall’Assessorato ai Trasporti della Regione Piemonte, che SITi ed RFI stanno concludendo in questi giorni. Scopo della ricerca, finanziata con il contributo di Compagnia di San Paolo, Fondazione Cariplo, Fondazione CRT e Camera di Commercio di Novara, è quello di valutare le reali esigenze trasportistiche dei territori compresi tra Torino e Milano attraverso una analisi dei flussi e della domanda di traffico e del relativo soddisfacimento, non solo in ottica Alta Velocità, ma in generale con riferimento al trasporto ferroviario complessivo e al relativo sistema di adduzione, attraverso la definizione e valutazione di più alternative di sviluppo del sistema. SITi, in un incontro tecnico con le strutture dell’assessorato ai Trasporti che si è svolto questa mattina, ha presentato la componente dello studio riferita alle analisi di mobilità che RFI utilizzerà per valutare, attraverso una metodologia quantitativa consolidata, le alternative che si dimostrano migliori sotto molteplici aspetti, fornendo le conclusioni dello studio che saranno disponibili per la data prevista per la presentazione.

AGGIORNATO IL
19/02/2019 10:01:22

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