Mercoledì, 24/10/2018
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Progetti europei STREFOWA Central Europe e RURAL AGREE Erasmus Plus
Ridurre lo spreco di cibo si può, ad Astiss si costituisce una rete associativa per l'educazione e le buone prassi a livello locale
Una rete locale impegnata nella promozione delle buone prassi per ridurre lo spreco alimentare, oltre che in attività sociali, educative, formative sul cibo rivolte agli studenti, ai docenti, alle famiglie dell'area astigiana, piemontese, agli studenti universitari del polo Rita Levi - Montalcini di Asti provenienti dalle altre regioni.
Questo il senso del seminario "Strategie per ridurre lo spreco di cibo ed energia, le buone prassi sul territorio astigiano", svoltosi oggi ad Asti nell'ambito della "Notte Europea dei Ricercatori 2018". Nell'aula sono intervenuti cinquanta studenti (classi quinte) dell'Istituto Enogastronomico "Penna" di San Damiano d'Asti con i loro insegnanti, oltre ad operatori e cittadini.
Ad introdurre il panel significativo di relatori è intervenuto il vice presidente di Uni Astiss Piero Mora: "il tema della lotta allo spreco di cibo - dice - è diventato centrale ed ha saputo coinvolgere altri soggetti oltre a quelli istituzionali che da tempo si impegnano su questo fronte. Anche ad Asti abbiamo "buone pratiche" che vanno valorizzate. Possiamo dire, dunque, che negli anni è cresciuta la sensibilità e l'attenzione. Ma molto rimane ancora da fare. Credo che l'obiettivo sia arrivare rapidamente allo spreco zero e per farlo occorre partire dai giovani e dalle scuole. Un analogo approccio occorre sul fronte del risparmio di energia, dove grazie al progresso della ricerca e alle tecnologie, si possono ottenere risultati significativi salvaguardando l'ambiente".
A Francesco Scalfari il compito di coordinare i vari interventi. Sul progetto europeo Central Europe STREFOWA per il contenimento dello spreco di cibo e sul progetto RURAL AGREE per la valorizzazione della produzione primaria, è intervenuta Sonia Abluton, collaboratrice del direttore Umberto Fava dell'Agenzia di Sviluppo LAMORO (Langhe Monferrato Roero) sui progetti Interreg ed Erasmus + che ricadono sull'area piemontese e italiana. "Le attività progettuali, che si concluderanno a marzo del prossimo anno - dicono - hanno coinvolto centinaia di bambini e ragazzi delle scuole primarie e superiori. Lo scopo è quello di instillare nei giovani una nuova mentalità nei consumi alimentari, con lo scopo di non sprecare, sia attraverso attività in classe e ricerche, sia attraverso la creazione e l'uso di applicazioni informatiche sui cellulari e le moderne tecnologie per razionalizzare la spesa quotidiana. Con i nostri partner europei - concludono - abbiamo adottato strategie con le amministrazioni, le associazioni, gli operatori locali per giungere ad una riduzione progressiva degli sprechi, contribuire alla salvaguardia dell'ambiente e delle risorse destinate all'uomo".
Raffaella Ponzio, di Slow Food è intervenuta sul tema "Cibo buono, giusto e pulito, alimentazione sostenibile e slow meat", ha presentato alcuni dei temi emersi nell'ambito della recente edizione del Salone del Gusto e Terra Madre. A seguire l'agricoltore Stefano Scavino ha illustrato il progetto applicato nella sua azienda agricola a Costigliole d'Asti di selezione delle sementi autoctone di alcune varietà orticole, peperoni e carciofi in particolare, entrate nell'orbita di valorizzazione dei presidi slow food.
L'attività di ricerca universitaria applicata nel quotidiano e, in particolare, nei consumi delle mense scolastiche della Città di Torino è stata presentata da Elisabetta Mantella, ricercatrice con laurea in Tecnologie Alimentari per la Ristorazione, Dipartimento di Agraria Università di Torino dal titolo "Esperienze di valutazione dello spreco nelle scuole". Elisabetta ha presentato gli interessanti risultati dell'indagine sui consumi e sulle preferenze di gusti di 25 mila bambini delle primarie torinesi; è emerso che attraverso attività educative mirate è possibile accrescere i consumi di verdura e frutta, bilanciando la dieta giornaliera di pasta e carne che i bambini prediligono, riducendo gli sprechi di prodotto.
Luca Rossi, direttore IPLA Piemonte, Istituto per le piante da legno e l'ambiente ha presentato un video realizzato a livello nazionale sullo spreco di cibo, sulle attività di raccolta nei supermercati e sulla corretta raccolta differenziata di rifiuti e scarti organici. Ridurre lo spreco alimentare, dice, è possibile oltre che conveniente per l'ambiente e l'economia in quanto si produce di meno, si consumano cibi di migliore qualità, si riduce la produzione di rifiuti.
Giuseppe Ferrero, direttore del Banco Alimentare di Asti ha infine illustrato l'attività di raccolta e distribuzione di prodotti alimentari a lunga scadenza, oltre che di prodotti freschi per il consumo giornaliero, svolta nel magazzino di corso Palestro ad Asti in collaborazione con la centrale di Torino. Il Banco, che si avvale dell'aiuto di alcune associazioni di volontariato e centri di ascolto nelle parrocchie, favorisce l'incontro con centinaia di famiglie sul territorio donando cibo, ma, soprattutto, intrattenendo rapporti di amicizia e condivisione con chi ha bisogno, in particolare con le situazioni dei nuovi poveri, gli italiani che perdono il lavoro, oltre che con i nuclei familiari formatisi nelle realtà urbane provenienti da vari continenti. (GG)

in collaborazione con l'Istituto di Istruzione Secondaria Superiore "Giovanni Penna" di Asti
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Dal vino al sociale: l'Università di Asti per il territorio, le lauree e l'alta formazione universitaria
La promozione dell'economia e la valorizzazione del tessuto sociale del territorio astigiano passa attraverso l'alta formazione universitaria, l'istruzione superiore, attraverso i giovani con il loro bagaglio di aspirazioni e buona volontà. Pertanto il polo universitario Asti Studi Superiori è maturo ed è disponibile a dialogare, collaborare, con le istituzioni culturali, gli enti, le associazioni, i cittadini per fare rete e promuovere la crescita sociale. Ad Astiss ci sono corsi di laurea di alto livello, pertinenti con il tessuto socio-economico che sfornano giovani preparati e pronti a raccogliere le sfide del mercato del lavoro. Il tema dell'incontro odierno si incardina nel programma della rassegna nazionale dei vini Douja d'Or.



Questo il senso, la sfida emersa al termine della mattinata di incontri e presentazioni nell'aula magna Astiss (piazza Fabrizio De Andrè) nell'ambito del convegno "Dal vino al sociale: l'Università di Asti per il territorio" che ha raccolto amministratori, docenti, studenti, professionisti. Ad aprire gli interventi il presidente del consorzio universitario Uni Astiss, Mario Sacco; il sindaco di Asti, Maurizio Rasero, il presidente della Camera di Commercio di Asti, Erminio Renato Goria, il direttore Astiss, Francesco Scalfari, i docenti coordinatori dei corsi Astiss, Vincenzo Gerbi, Vittorino Novello, Marco Devecchi, Giovanni Musella, Mauro Villa, Chiara Bertone, Luca Garavaglia, Giangiacomo Calvi, Roberta Seno, e altri. Dopo gli indirizzi di saluto delle autorità sono seguite le relazioni dei responsabili dei corsi e scuole Astiss: Ristorazione, Scienze viticole ed enologiche, Suism, Infermieristica, Servizio sociale, Sviluppo locale, Arti multimediali, visive, design, fashion design, grafica, scuole San Carlo.



Hanno parlato ad una platea di giovani e docenti di alcuni istituti scolastici astigiani: Agrario Penna, Liceo Scientifico Vercelli, altri ragazzi provenienti delle scuole professionali. Alto l'interesse dimostrato dai ragazzi, fra i quali alcuni futuri iscritti ai corsi di laurea Astiss, una istituzione per la gestione di lauree di primo livello, magistrali, master delle Università di Torino e del Piemonte Orientale. Dal 1995 Astiss organizza e promuove la formazione universitaria con ottimi risultati in termini di giovani laureati inseriti professionalmente, a breve distanza dalla laurea, nell'attuale sistema bancario, aziendale, sanitario, degli enti e delle strutture pubbliche-private, della pubblica amministrazione, di varie associazioni di categoria e delle libere professioni, dislocate sul territorio locale e nazionale.(GG)
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CATTEDRA ALFIERI: IL PROGRAMMA DELLA XII EDIZIONE
Prosegue fino a sabato prossimo la Cattedra Alfieri, giunta alla dodicesima edizione. Alfieri politico è il titolo della Scuola di alta formazione organizzata dalla Fondazione "Centro di Studi Alfieriani", in collaborazione con Polo Universitario e Fondazione Cassa di Risparmio di Asti. In undici anni sono state svolte oltre trecento ore di lezione, con docenti e giovani post laurea, provenienti da tutte le città e università d'Italia. Numerosi anche i giovani (per tutti la Cattedra si configura come borsa di studio, con selezione in base al merito) provenienti da università straniere: da Berlino, Potsdam, Wittenberg, Innsbruck, Graz, Parigi, Atene, Oxford, Minsk, Kyoto. Argomento di questo XII corso, ALFIERI POLITICO, è un tema di grande interesse, per un autore testimone e protagonista del proprio tempo. Le lezioni sono aperte a uditori esterni.

AGGIORNATO IL
23/10/2018 09:54:19

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