Lunedì, 10/12/2018
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Direttore responsabile Franco Musso

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DEI PIEMONTESI NEL MONDO DI FROSSASCO
LA MOSTRA “CIAO ITALIA!
UN SIÈCLE D'IMMIGRATION ET DE CULTURE
ITALIENNE EN FRANCE”

In occasione del 20° anniversario del
gemellaggio tra il comune di Frossasco
(prov. Torino) e il paese francese di Saint
Jean de Moirans (situato nel Dipartimento
dell'Isère, nel sud della Francia), presso il
Museo Regionale dell'Emigrazione dei
piemontesi nel mondo è esposta dal 4
agosto scorso la mostra “Ciao Italia! Un
siècle d’immigration et de culture italienne
en France” allestita nella primavera del
2017 presso il Musée de l’Histoire de
l’Immigration de la Porte Dorée di Parigi.
La mostra rappresenta con vari pannelli
cronologici e varie tematiche il contributo
dato dall'immigrazione italiana alla
costruzione dello Stato francese moderno.
La mostra sarà visitabile presso i locali del
Museo fino aL 23 settembre 2018 e in
seguito raggiungerà il Galata-Museo del Mare
di Genova, dove alcune sale presentano il
viaggio dei nostri antenati verso l'America.
Sempre il 4 agosto è stato presentato il
nuovo pannello esterno del Museo, in
sostituzione del precedente deteriorato dal
tempo e dagli agenti atmosferici; il Lions
Club Cumiana Val Noce, con grande impegno
e generosità, ha fatto realizzare il nuovo
smagliante pannello, donato al Comune di
Frossasco.

A COLÓN (PROV. ENTRE RIOS – ARGENTINA)
IL RICORDO DI PADRE LORENZO COT
Colón è una città argentina situata nella
provincia di Entre Rios, sulla costa ovest
del fiume Uruguay, fondata nel 1863 in un
territorio sviluppato con l'arrivo – dal 1857
- di tanti emigrati italiani.
Il primo sacerdote insediato nella città fu
Padre Lorenzo COT, nato nel 1825 a
Chambons di Fenestrelle (prov. Torino),
emigrato in Argentina nel 1856, a Paranà, e
da allora dedicatosi al sostegno e alla difesa
degli emigrati. Della nuova città benedisse
la prima pietra e realizzò la prima scuola.
In una atmosfera di tensione sociale la sua
figura divenne scomoda, al punto che nella
notte del 27 settembre 1868
sacerdotale al capezzale di una malata,
venne assassinato da alcuni sconosciuti
rimasti impuniti.
A 150 anni dalla sua morte sono state
organizzate nella città di Colón diverse
celebrazioni e la presentazione di un libro
scritto dal prof. Alejandro Gonzalez Pavón.
Professoressa Silvia Dora Portela
Colón – (prov. Entre Ríos - Argentina

SCOLARESCA PINEROLESE
IN VISITA ALLA MUNICIPALITA'
Aderendo ad una richiesta della nostra
Associazione, lo scorso 2 agosto il
Presidente del Comites e dell'Associazione
Piemontesi nel mondo, sezione del Cile,
Claudio Curelli ha accompagnato una
scolaresca di Pinerolo (prov. Torino) in
visita alla Municipalità di Santiago, alla
presenza del Presidente dell’Associazione
Pompa Italia Marco Cifelli.
Con il Consigliere comunale Miguel Morelli,
in rappresentanza del Sindaco, gli studenti
hanno potuto visitare il Salone del
Consiglio della Municipalità di Santiago e le
bellezze architettoniche presenti
nell’edificio.
Il Prof. Davide Piacenti, coordinatore della
parità scolastica e delle relazioni
internazionali con l’Italia per la Scuola
Italiana di Valparaíso e Viña del Mar, ha
ribadito i contenuti dell'interscambio :
“L’idea è nata circa due anni fa con
quindici ragazzi della nostra scuola in
visita a scuole e famiglie italiane. La
finalità è quella di immergersi nella
cultura e nella società attraverso la
scuola e gli studenti italiani”.
In questo senso l’iniziativa della Scuola
Italiana vuole essere esportata ad altri
paesi del Sud America per poter
intensificare e concretizzare maggiormente
una politica di scambio socio-culturale con
la Madre Patria.
Marco Maria SCOTTI – COMITES CILE
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NELL'EMISFERO AUSTRALE
E' TEMPO DI “BAGNA CAUDA”
Numerose le segnalazioni che giungono
dalle nostre Associazioni, dalla Familie
Piemontesi, dalle Società Italiane:
nell'emisfero australe è tempo di bagna
cauda, dal Sud America all'Australia.
E' una occasione di incontro tradizionale
molto sentita e attesa, una festa condivisa
tra piemontesi e non solo.
Una particolare citazione va fatta per il
“Secondo Bagna Cauda Day” in Brasile,
tenutosi presso il Circolo Italiano di San
Paolo lo scorso sabato 25 agosto con la
magistrale organizzazione della FAPIB e
dell'Associazione Piemontesi nel mondo di
San Paolo.

GEMELLAGGI
SOTTOSCRITTO IL GEMELLAGGIO TRA
SANT'ALBANO STURA (PROV. CUNEO - ITALIA)
E COLONIA SAN PEDRO (PROV. CORDOBA –
ARGENTINA)
Una grande emozione e una particolare
soddisfazione sono trapelate dalle parole e
della espressioni del Presidente Comunal di
COLONIA SAN PEDRO Victor BLENGINO venerdì
31 agosto alla firma del Patto di Gemellaggio
con il Comune di SANT'ALBANO STURA,
sottoscritto con il Sindaco Giorgio BOZZANO.
Posare i piedi sulla terra di origine dei
bisnonni, abbracciare con lo sguardo le
colline che hanno portato nel cuore per tutta
la loro esistenza, ritrovare una parlata
appresa nei primi anni di vita, emozioni che
hanno riempito di entusiasmo la nutrita
delegazione argentina, accolta con affetto e
sincera partecipazione dal Comitato per il
gemellaggio e dalla popolazione.

XX ANNIVERSARIO GEMELLAGGIO FERRERE
(PROV. ASTI - ITALIA) E LA FRANCIA (PROV.
CORDOBA - ARGENTINA)
Il 25-26 agosto si sono tenute le cerimonie
ufficiali per il XXnnale anniversario del
gemellaggio tra i due Comuni, FERRERE e LA
FRANCIA, di fronte al Monumento simbolo di
un'amicizia che dura e si consolida nel
tempo.

XXX ANNIVERSARIO GEMELLAGGIO BURIASCO
(PROV. TORINO) E MARIA JUANA
(PROV. SANTA FE)
Con la consegna di due targhe
commemorative da parte di una
rappresentante dell'Associazione Culturale
Sociedad Italiana de Beneficencia di MARIA
JUANA è stato ricordato a BURIASCO, sabato
14 agosto, il trentennale del gemellaggio.
XX ANNIVERSARIO GEMELLAGGIO
CAVOUR (PROV. TORINO - ITALIA) E LAS
VARILLAS (PROV. CORDOBA - ARGENTINA)
Dal 7 al 10 settembre è attesa la visita a
CAVOUR di una delegazione del Comune di
LAS VARILLAS nel ventennale del gemellaggio,
nel ricordo di padre Lorenzo MENSA,
sacerdote cavourese che fu missionario per
42 anni in provincia di Cordoba, lasciando
una indimenticabile traccia spirituale e
tangibili opere educative e sociali. L. Genero

PIEMONTESI DAL MONDO A OROPA
PER LA TERZA VOLTA:
cibo, enogastronomia ed emigrazione
per mantenere viva l’identità culturale.
Oropa come sfondo, il Santuario come meta
e l’accoglienza di Gianduia e Giacometta
della Famija Turineisa accompagnati dalla
instancabile Presidente, Daniela Piazza
oltre alla necessaria organizzazione messa
in atto per l’evento, hanno accolto per la
terza volta il Raduno dei Piemontesi in quel
del biellese nei giorni 14 e 15 luglio scorsi.
Moltissimi i temi di cui si è parlato nei
due giorni del Raduno e tutti sono scaturiti
da una fonte d’ispirazione molto semplice
legata al CIBO alla CULTURA ed all’
IDENTITA’ sia in occasione dell’Anno
nazionale del Cibo Italiano indetto dal
MIBACT, sia perché in tutto il Piemonte, nel
mese di settembre, si svolgerà la
manifestazione più importante legata
proprio al cibo ed alla sua forte valenza a
360°: Terra Madre e il Salone del Gusto.
L’emigrazione piemontese nel mondo ha
una storia antica e parte, addirittura prima
del 1400, ma solo in anni recenti i
piemontesi sono stati gli “esportatori
professionali” del nostro cibo verso il resto
del mondo, della nostra enogastronomia
delle ricette antiche, che ora sono più che
mai attuali, della voglia dei sapori di una
volta che catturano il palato ed hanno
moltissima storia alle spalle.
L’importanza del cibo come cultura
fondante della nostra identità è stata
analizzata e illustrata da chi, con cibo ed
enogastronomia, vive e lavora
quotidianamente, come il Presidente
dell’Associazione Piemontesi nel mondo di
Londra, nonché noto ristoratore, Umberto
Tosi, e Antonio Ballerini titolare, sempre a
Londra, di un ristorante e di un negozio di
prodotti tipici.
Entrambi, Tosi di presenza con famiglia,
giunta appositamente per l’occasione, e
Ballerini via telefono, hanno raccontato le
loro esperienze che li hanno portati a
diventare dei centri di piemontesità in
tavola, spiegando come ogni piatto racconti
una storia diversa e sia lo specchio di
un’identità forte che lega gli italiani nel
mondo alle proprie radici.
Tosi si recò a Londra, dopo la scuola
alberghiera, per perfezionare l’inglese e, di
ristorante in ristorante, da albergo di lusso
ad altro albero di charme, ha percorso tutti
i gradini che lo hanno portato ad essere il
proprietario, con un socio italiano, di un
ristorante italiano nella zona londinese di
Marylebone dove si servono solo prodotti
italiani con ampio spazio per quelli
piemontesi e, perché no, di quel di Novara
essendo egli originario di Oleggio.
Ora un giovane corregionale sta
percorrendo, come lui, la via del successo
negli Emirati Arabi: Marco Saracino, lavora a
Dubai nel settore della ristorazione con un
roseo futuro davanti, deciso a far
apprezzare, anche in un Paese così
contemporaneamente nel futuro, i nostri
piatti; per far ciò e trarre ispirazione è
ritornato in vacanza a Biella .
A queste importanti voci si è unita
anche quella di Alessandro Felis, giornalista
e critico enogastronomico, agronomo e già
professore di agronomia e figlio di Cesare
Felis, Fondatore e Presidente storico
dell’Associazione Piemontesi nel mondo di
Cannes e divulgatore, in Costa Azzurra, del
“Made in Piemonte” non solo in tavola.
Alessandro, con madre biogliese e
quindi radicatissimo sul territorio, ha
sottolineato come la polenta, tipico piatto
del territorio biellese, quando è in giro per
il mondo gli ricorda le baite d’Oropa,
avvolgendolo di emozioni.
Il giornale “Il Biellese” ha poi raccolto
molte testimonianze di piemontesi nel
mondo come quella di Silvia Pizio che, da
quattro anni vive lavora per la Caritas nella
missione diocesana della baraccopoli di
Josè Leon Suarez nel comune di San Martin
alla periferia di Buenos Aires e che ha
parlato del cibo come gioia, come bisogno
per far nascere la convivialità e
l’interscambio per una collettività povera
che ne apprezza la sostanza.
Per lei il cibo piemontese è l’insieme di
sapori, odori e colori della Terra che porta
nel cuore che unisce ricordi, sapori, colori
e profumi che evocano volti e gesti delle
persone care.
Persino Papa Francesco, che ha sempre
mantenuto la pratica della parlata
piemontese, non ha dimenticato i sapori
della Terra dei nonni e, quando era Vescovo
a Buenos Aires, amava frequentare le
Associazioni dei Piemontesi con le quali
gustava la “bagna caoda” che è stata
l’essenza della tradizione culinaria
piemontese nel mondo dell’emigrazione
prima e, con opportuni adattamenti,
davvero ovunque i piemontesi hanno messo
radici .
A Jorge Mario Bergoglio ha dedicato il
libro “A tavola con Papa Francesco” il
giornalista bergamasco Roberto Alborghetti,
edizioni Mondadori Electa, e il volume è tra
i finalisti del Premio Bancarella per la
Cucina e ciò la dice lunga sull’importanza
che il cibo riveste al giorno d’oggi per le
valenze che rappresenta.
E ritorniamo alla “due giorni di Oropa”
nella quale ci sono stati momenti di
conversazione al di qua e al di la
dell’Oceano, confronti e dibattiti, relazioni
e interventi sempre sulle tematiche
migratorie.
La vicepresidente dell’Associazione
Piemontesi nel Mondo, Luciana Genero, ha
ricordato che negli ultimi anni, durante le
annuali “Festa del Piemonte”, sono stati
premiati con il riconoscimento di
“Piemontesi Protagonisti” alcuni giovani
ristoratori e imprenditori piemontesi che,
dalla Lituania all’Irlanda, sono stati
ambasciatori del “gusto” piemontese non
solo a tavola, ma anche nell’accoglienza e
nello stile.

Una testimonianza di questo stile sabaudo a
Londra esportato alcuni secoli fa è stata
portata dall’archivista Danilo Craveisa che, tra
storia e curiosità del tempo passato, ha
raccontato la vita di Luigi Azario, nato a
Pettinengo nel 1856 ed emigrato a Londra nel
1877.
Era senza soldi, ma aveva sogni e speranze,
e così, giunto a Londra, trovò lavoro al Caffè
Monico, locale gestito da italiani in Piccadilly
Circus. Passato qualche anno decide di aprire
un ristorante tutto suo in Hiht Holborn e, nel
1895, rilevò il “Crown Family Hotel” in Rupert
Street una taverna vecchia di mezzo secolo
che battezzò ”Florence” nel ricordo della
città toscana.
Offriva piatti eccellenti a prezzi modici e
la discrezione era sovrana e ciò piaceva molto
agli inglesi e poi definiva la sua cucina
“francese”, nella pubblicità e ciò significava
charme, ma la “Gourmet’s Guide to London”
nel 1914 riportava tutti piatti italiani che
andavano alla grandissima tanto che la sua
vita si incrociò con quella di Oscar Wilde.
E come non ricordare, a proposito di stile
piemontese, Giuseppe Clerico di Campiglia
Soana, a due passi dal Parco del Gran Paradiso,
che emigrò a Parigi e divenne il re delle notti
parigine dopo aver rilevato il “Moulin Rouge”
ed il “Lido” dove si celebravano non solo
spettacoli famosi in tutto il mondo ma si
cenava anche all’italiana con piatti
piemontesi?
Mai dimenticò le proprie radici e il
Piemonte era il suo buon ritiro per ritemprarsi
nella mente e nel fisico grazie alla buona cucina di cui era estimatore. Nei due giorni di Oropa, tra “una ricetta e l’altra” si è gratificato anche lo spirito grazie al Concerto di Cori Piemontesi “Iter Vocis” tenutosi, la sera del sabato, nella gremitissima Basilica Antica del Santuario con il Coro Voci Mundi di Rivalta e L’Associazione Corale 7 Torri di Settimo Torinese. La domenica poi, sempre al Santuario, la Santa Messa dedicata a tutti i Piemontesi nel Mondo, e non solo a quelli presenti ad Oropa, con la partecipazione del Gruppo Folcloristico Città di Torino che ha animato la giornata con canti e balli della tradizione piemontese. Gianduia e Giacometta avevano accolto i partecipanti al raduno con la loro presenza e Giovanni Mussotto, interpretando brani piemontesi come solo lui sa fare, li aveva coinvolti nella magìa della Terra del Cuore, e il gruppo Città di Torino ha accomiatato tutti con gioia perché, si sa, il 2019 sarà un’altra “ottima annata” per il IV° Raduno ad Oropa. Arrivederci. Paola Alessandra Taraglio

AGGIORNATO IL
09/12/2018 21:53:43

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