Venerdì, 20/07/2018
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500mila euro per gli studenti dei Comuni montani

Serviranno per il trasporto verso le scuole; 1,2 milioni nel fondo per eventi e iniziative.

Per l’anno scolastico 2018-2019, gli studenti piemontesi delle scuole medie superiori residenti nei Comuni montani di altitudine superiore ai 600 metri, potranno godere di un contributo per acquistare l’abbonamento (bus e treno) per raggiungere il proprio istituto a fondovalle.

Lo prevede lo specifico stanziamento di 500 mila euro che la Giunta ha destinato per questa sperimentazione, così come spiegato dall’assessore alla Montagna Alberto Valmaggia, intervenuto mercoledì 18 luglio ai lavori della terza Commissione, presieduta da Raffaele Gallo.

Si tratta di un trasferimento diretto di risorse alle Unioni montane, alle quali potranno rivolgersi gli studenti, evitando lungaggini burocratiche, pensata per salvaguardare la residenzialità nelle terre alte.

Illustrando gli interventi di propria competenza inseriti nel Documento di economia e finanza regionale (Defr) 2019-2021, lo stesso Valmaggia ha annunciato l’imminente presentazione di un Disegno di legge per offrire nuove prospettive alla montagna nell’ottica delle autonome locali.

Per quanto riguarda l’utilizzo dei fondi europei, si continuerà con il Programma di sviluppo rurale (Psr), il Programma di cooperazione transfrontaliera (Alcotra) con Francia e Svizzera e con il Leader (Collegamento tra azioni volte allo sviluppo delle economie rurali), un approccio che prevede strategie di sviluppo locale elaborate e attuate da Gal (Gruppi di azione locale), cioè partenariati composti da rappresentanti degli interessi socio-economici locali sia pubblici che privati.

È in fase di scrittura, poi, una nuova legge regionale per la gestione degli incendi boschivi, alla luce dello scioglimento del Corpo forestale dello Stato - ha aggiunto l’assessore - e verranno stanziate specifiche risorse a sostegno delle attività commerciali plurifunzionali nei Comuni montani nonché per la sentieristica.

“Siamo di fronte a un’importante iniezione di energie a sostegno della montagna, al fine di sostenerne l’economia e la mobilità”, ha dichiarato il presidente Gallo.

La Commissione ha poi espresso parere preventivo favorevole alla specifica Delibera per la concessione dei contributi previsti dal Fondo per la montagna, un totale di circa un milione e 200 mila euro, per eventi a carattere istituzionale e di rilevanza nazionale.

All’interno di questa iniziativa si inserisce anche, per la prima volta, l’istituzione di un bando per erogare contributi a enti e privati che nel corso del 2018 abbiano organizzato eventi di valorizzazione della montagna, ed esclusione di fiere, mercati e concerti.
18/7/18
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De Cillis nominato vice presidente del Coordinamento nazionale dei Corecom
Al presidente Corecom Piemonte anche la delega alle relazioni con Agcom.
Incarico prestigioso per il mondo piemontese delle telecomunicazioni. Alessandro De Cillis, presidente del Corecom Piemonte, è stato nominato vice presidente del Coordinamento nazionale dei Corecom e delegato alle relazioni con l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom).
La nomina, a firma del presidente del coordinamento nazionale dei Corecom (Corecom Italia), Filippo Lucci, è arrivata all’unanimità mercoledì 11 luglio nel corso della riunione del coordinamento a Roma.
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Incendi ai capannoni, creato gruppo interforze

Lo ha annunciato il Maggiore Balbo, in audizione nella Commissione congiunta quinta-legalità.

Incendi nei capannoni delle aziende piemontesi: è stato creato un gruppo di lavoro tra le Forze dell’Ordine per prevenire questo fenomeno intensificatosi dal 2018, che – come ha spietato il Maggiore Vittorio Balbo del Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Torino (Noe), in Piemonte è comunque meno diffuso che in Lombardia e Veneto.

La notizia è emersa nel corso della riunione congiunta tra le Commissioni legalità e quinta, presiedute da Silvana Accossato che stamane hanno proseguito il ciclo di incontri relativi all’indagine conoscitiva sugli incendi ai magazzini di impianto di trattamento rifiuti differenziati.

“L’attenzione maggiore da parte del Noe – ha continuato Balbo – si concentra sulle aziende che trattano la plastica e bisogna intervenire sulla tipologia di autorizzazioni concesse prevedendone una precisa e dettagliata regolamentazione”.

Era presente anche il Colonnello Benito Castiglia del Comando Regione Carabinieri Forestale Piemonte, il quale ha evidenziato come la trasformazione del Corpo Forestale dello Stato, avvenuta nel 2017, abbia comportato la creazione di 73 stazioni di carabinieri forestali nell’intera regione. Svolgono campagne mirate su indicazione degli organismi apicali mentre sul territorio viene attuato un servizio di pattugliamento preventivo.

L’attività di pronto intervento permette, anche attraverso il ricorso del numero verde 1515 (collegato al 112), di intervenite tempestivamente nei luoghi dove sono appiccati dolosamente gli incendi. Molto importante l’attività di sopralluogo, che permette di fotografare la realtà: si constatano così infrazioni amministrative, di stoccaggio degli impianti anti incendio, della quantità, qualità e tipologia dei materiali.

È intervenuto il commissario Giorgio Bertola (M5s) che si è detto convinto della necessità, a conclusione dell’indagine conoscitiva, di elaborare un documento da rendere pubblico alla cittadinanza.

Valter Ottria (Leu), Giovanni Corgnati (Pd) e Gianpaolo Andrissi (M5s) hanno evidenziato rispettivamente “la lentezza e talora complessità per giungere ad intervenire sul fenomeno”, “la richiesta di una precisa e dettagliata statistica su questa tipologia di incendi” e “la necessità di giungere a nuove soluzioni tecniche per il trattamento dei rifiuti differenziati”.

In seduta ordinaria – alla presenza dell’assessore all’Ambiente Alberto Valmaggia – la quinta Commissione ha iniziato l’esame del disegno di legge numero 299 “Norme di attuazione della legge quadro in materia di incendi boschivi” presentato dalla Giunta regionale.

Terminata la discussione generale sul provvedimento, con l’accoglimento di tre emendamenti della Coldiretti Piemonte, nella prossima seduta si passerà all’esame dell’articolato
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SALONE DEL LIBRO: ESITO PRIMA RIUNIONE SUGLI ASPETTI OCCUPAZIONALI

Si è riunita presso l’assessorato al Lavoro della Regione Piemonte la prima riunione del tavolo sul futuro dei dipendenti della Fondazione per il Libro di Torino, alla presenza di Regione Piemonte, Comune di Torino, Commissario liquidatore e rappresentanti sindacali.

La Regione Piemonte e il Comune di Torino si sono impegnati a verificare con i consigli di gestione della Fondazione per la Cultura e del Circolo dei Lettori la possibilità di prolungare di un mese il distacco dei lavoratori, per la conclusione e la rendicontazione delle attività legate al Salone 2018, in capo ai due enti e in scadenza il 30 giugno prossimo.

Nel frattempo gli uffici concluderanno gli approfondimenti giuridici in corso per verificare la fattibilità di percorsi di ricollocazione del personale in altri enti controllati, compatibili con il quadro normativo oggi in vigore.

Il tavolo tornerà a riunirsi venerdì 29 giugno.
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Torino, 21 giugno 2018

Lo stato dell’ambiente in Piemonte fra cambiamento climatico, resilienza e politiche per la sostenibilità

Presentati i dati annuali di Arpa e Regione che fotografano il Piemonte, con uno sguardo al passato e una attenzione particolare ai risvolti socio-economici dei mutamenti in atto


La tropicalizzazione del clima, con periodi di siccità alternati a precipitazioni forti e improvvise e relativo dissesto dei terreni, l’inquinamento, il consumo del suolo e la gestione dei rifiuti, ma anche le politiche messe in atto dall’amministrazione per puntellare una strategia sempre più votata alla resilienza e allo sviluppo sostenibile: sono solo alcune delle problematiche emerse dalla Relazione sullo stato dell’Ambiente in Piemonte, la raccolta di dati annuale realizzata da Arpa e Regione Piemonte, e presentata oggi a Torino al Museo A come Ambiente.
Le ondate di caldo con associati episodi acuti di innalzamento dei livelli di ozono nell’atmosfera, le precipitazioni intense associate a grandinate, l’alternanza di siccità estrema - come quella del 2017 – a periodi di pioggia prolungati come nel maggio 2018, gli impatti sull’ecosistema, sono situazioni che colpiscono sempre più spesso il Piemonte. La meteorologia influenza la qualità dell’aria e il periodo siccitoso prolungato ha determinato il superamento del limite giornaliero di polveri sottili (50 microgrammi al metro cubo) in circa il 70% delle stazioni presenti sul territorio piemontese con 118 superamenti nell’agglomerato torinese. In Piemonte, dal 2012 ad oggi sono stati consumati 1416 ettari di suolo che equivalgono a circa 1600 campi da calcio.
Sono solo alcuni numeri della relazione sullo stato dell’ambiente in Piemonte che riguardano, come ogni anno, le tre grandi matrici ambientali: aria, acqua e suolo e il clima come macro-area cognitiva. Sono consultabili sul sito: relazione.ambiente.piemonte.it.
La sintesi è disponibile in pdf al link:
www.arpa.piemonte.it/arpa-comunica/file-notizie/2018/arpa-sintesi-2018-18giu18d.pdf

“La Regione – ha fatto sapere l’assessore regionale all’Ambiente, Alberto Valmaggia – ha formalizzato la decisione di avviare la Strategia regionale sui cambiamenti climatici, come primo tassello della Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile, che dovrà essere costruita entro maggio 2019. I principi della sostenibilità informano tutta l’attività della Giunta regionale di quest’anno. Il Piano Paesaggistico Regionale di recente approvato, il redigendo Piano di Qualità dell’Aria, l’avvio della revisione del Piano di Tutela delle Acque, i disegni di legge per la gestione sostenibile del territorio (contenimento del consumo di suolo e recupero dell’edificato), la redazione e l’approvazione di nuovi Piani di Gestione dei siti di Rete Natura 2000, la pianificazione sui rifiuti e l’economia circolare, la sensibilizzazione diffusa, la nuova pianificazione energetica/ambientale, il Piano Trasporti sono solo alcuni degli esempi di quanto si sta facendo, direttamente o indirettamente, per migliorare la qualità del nostro ambiente e delle sue risorse, in un approccio che sempre di più va a valorizzare e a indagare anche le dimensioni sociali ed economiche dei processi e dei percorsi messi in atto”.

Secondo il responsabile della Direzione Ambiente della Regione Piemonte, Roberto Ronco, "la Relazione sullo stato dell'ambiente di quest'anno oltre a rappresentare con estrema puntualità i numeri sulla situazione ambientale in regione, beneficia di relazioni e contributi, oltre a quella con Arpa, di soggetti attivi nella rete, da Ires ad altre direzioni della Regione, tutti orientati ad implementare l'idea di uno sviluppo sostenibile, che, andando al di là della variabile ambientale, tenga in conto l’Agenda 2030 indicata dall'Onu, puntando sugli aspetti socio-economici che vi sono strettamente connessi".

Il direttore generale di Arpa Piemonte, Angelo Robotto, ha parlato dei dati del 2017 confrontandoli con i dati del passato “Arpa Piemonte su aria, acqua e suolo: monitora, controlla, analizza, verifica e da tutte le sue attività crea dati che servono a fare una fotografia storica e puntale dello stato ambientale in modo che tutti abbiano la conoscenza dei problemi presenti e dei passi importanti fatti e ancora da fare per superare le criticità che appartengono al passato. Fare un confronto tra i dati che oggi presentiamo e quelli del passato è quindi importante per comprendere come sta cambiando l’ambiente in cui viviamo.Dopo più di quindici anni la qualità dell’aria è sicuramente migliore: dai 254 superamenti per il PM10 nella stazione di Torino-Grassi del 2001 siamo passati ai 112 del 2017 anche se il rispetto del limite dei 35 giorni di superamento di 50 microgrammi al metro cubo è ancora lontano. Anche ozono e benzene sono in trend positivo e inquinanti come piombo o monossido di carbonio da anni sono ben al di sotto dei limiti di legge. I miglioramenti sono il risultato delle politiche ambientali messe in atto, dell’evoluzione dei motori e dei combustibili, del teleriscaldamento e da di una accresciuta consapevolezza dei cittadini. Penso sia importante sottolineare come la conoscenza dei problemi ambientali, sempre maggiore in questi ultimi anni, da parte dei cittadini, abbia contribuito a mitigare e in alcuni casi anche a prevenire l’inquinamento. Un evento eccezionale nel 2017 è stato quello degli incendi boschivi che nell’autunno hanno interessato torinese e cuneese. Alimentati dalla siccità e dal forte vento, hanno influenzato sia la qualità dell’aria - la stazione di Beinasco il 27 ottobre ha registrato per il pm10 354 microgrammi al metro cubo, valore più alto mai registrato in Piemonte dal 2000 ad oggi - che la stabilità del territorio interessato. La colata di fango e detriti che ha interessato Bussoleno il 7 giugno scorso è l’esempio più critico e attuale”.
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Lavoratori Centri per l’Impiego in carico alla Regione.
La decisione in Commissione: potranno optare tra due modalità di inserimento

Il personale dei centri per l’impiego del Piemonte, rimasto in capo alle province e a Città Metropolitana e dal primo gennaio 2016 assegnato in via temporanea all’Agenzia Piemonte Lavoro, verrà preso in carico dalla Regione, con uguale trattamento giuridico e salariale rispetto a quello dei dipendenti regionali.
I circa 500 lavoratori interessati dalle norme potranno optare tra due modalità, o essere inseriti in organico presso l’Agenzia oppure l’inquadramento in Regione con distacco in Apl, rinunciando alla mobilità interna per quattro anni dal passaggio nel ruolo regionale, con verifica ogni due anni.
È quanto stabilito dagli emendamenti approvati lunedì 18 giugno durante la Commissione Bilancio.
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Torino, 18 giugno 2018

Presentato il progetto di ricerca sul viadotto in demolizione di C.so Grosseto

Un’opportunità unica per acquisire informazioni utili sullo stato del patrimonio infrastrutturale esistente

Presso la sede della Regione Piemonte si è tenuta, alla presenza dell’Assessore ai Trasporti Francesco Balocco, di SCR, della Città di Torino, delle società di ingegneria ed enti/società di gestione autostradale, la presentazione del progetto di ricerca promosso da Lombardi Ingegneria, Politecnico di Milano e Politecnico di Torino in merito allo svolgimento di una campagna d’indagine sperimentale per determinare le prestazioni residue ed ultime delle strutture del viadotto di corso Grosseto a Torino, composto da 80 campate e di prossima demolizione in coincidenza con i 50 anni di fine vita utile dell’opera (realizzata nel 1970).

Tale sperimentazione avrà una valenza unica nel suo genere in Italia e a livello internazionale per la molteplicità (cosa rara) di informazioni che potranno scaturire a supporto della conoscenza dello stato di sicurezza e vita utile di molti ponti stradali realizzati nei decenni scorsi nel nostro paese. Tale ricerca avrà quindi ricadute sui sistemi di ispezione e monitoraggio del patrimonio di infrastrutture stradali esistente.

A seguito dell’incontro tutti i presenti hanno espresso, in numerosi interventi, i migliori auspici di avvio della ricerca. E’ stato in fine sottolineata la valenza rilevante dei risultati nei confronti della futura gestione del patrimonio di infrastrutture esistente.
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Torino, 1° giugno 2018
Ambiente, Piemonte: Il presidente della Regione incontra Anote Tong, attivista per la giustizia ambientale ed ex presidente delle Isole Kiribati

Un’esperienza paradigmatica di quanto possano essere devastanti gli effetti dei cambiamenti climatici su chi è in prima linea nell’affrontarli. È quella che ha portato oggi a Torino, nell’incontro con il presidente della Regione Piemonte, l’attivista di Conservation International ed ex presidente delle Isole Kiribati, Anote Tong. Un incontro molto cordiale, cui hanno preso parte anche l’assessore regionale all’Ambiente e il direttore del festival CinemAmbiente, in cui si è parlato di resilienza, strategie di adattamento climatico, e “migrazione con dignità”.

Tong, protagonista del film di apertura del festival a tematica ambientale proiettato ieri sera al Cinema Massimo di Torino, si batte per la sopravvivenza del suo popolo, minacciato dall’innalzamento del livello dell’Oceano Pacifico. L’arcipelago delle Isole Kiribati, di origine corallina con un livello massimo di altezza di due metri, è a cavallo dell’equatore e da diversi anni è soggetto a tifoni e inondazioni mai verificatesi nella sua storia. Eventi determinati dal riscaldamento globale, che, a detta degli scienziati dell’Ipcc, potrebbero minacciarne l’esistenza: nel peggiore degli scenari si prevede che vengano completamente inghiottite dal mare entro la fine del secolo.

Tong si è quindi mosso per garantire un futuro alle oltre 100mila persone che popolano l’arcipelago, ricorrendo anche all’acquisto di alcune terre nelle isole Fiji dove far migrare la sua gente “con dignità”, preparandola all’evento.

Per il presidente della Regione Piemonte il caso delle Isole Kiribati è molto utile per far capire l’impatto del cambiamento climatico a livello locale. Il presidente ha quindi assicurato il suo impegno per far sì che la causa dell’arcipelago del Pacifico sia conosciuta il più possibile.
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Torino, 1 Giugno 2018

Nuove risorse per le piste ciclabili e la sicurezza stradale approvati dalla Giunta Regionale

4,5 milioni per le piste ciclabili extraurbane

889.674 euro per la ciclabilità cittadina

171.00 euro per “Bicibus” e “Pedibus”

250.00 euro per il programma regionale per la mobilità ciclabile

55.000 euro per le campagne di sicurezza stradale

Lo stanziamento di ulteriori 4,5 milioni (oltre ai 10 già inseriti a bilancio lo scorso anno) per le piste ciclabili e di altri finanziamenti per progetti sulla sicurezza stradale sono stati l’oggetto della prima delibera approvata questa mattina dalla Giunta Regionale.

4,5 milioni sono stati inseriti per l’incremento delle assegnazioni del bando “Percorsi ciclabili sicuri” in corso (per portare le risorse regionali stanziate complessivamente a € 14.500.000,00) e consentire di scorrere la graduatoria del bando stesso che definiva gli interventi finanziabili.

Nella stessa delibera 171.000 euro sono stati stanziati per lo scorrimento della graduatoria delle scuole che hanno partecipato nel 2017 al bando “Bicibus.pedibus” (Risultano in graduatoria 27 progetti presentati da scuole che non sono stati finanziati per esaurimento delle risorse).

250.00 euro sono stati deliberati per la redazione di un programma regionale per la mobilità ciclabile (con il documento sarà rilevata la rete ciclabile principale ed individuate le priorità di intervento per il completamento e la messa in sicurezza).

Inoltre 25.620 euro sono stati allocati per iniziative di comunicazione e 29.000 euro per inziative di educazione verso studenti e docenti.

Le misure approvate rappresentano il programma di azione annuale (2018) previsto dal Piano Regionale della Sicurezza Stradale.

Con una differente delibera, sono stati autorizzati ulteriori 889.674,54 di fondi Nazionali per la realizzazione in cofinanziamento di un programma per la progettazione e realizzazione di interventi per la sicurezza della circolazione ciclistica cittadina all'interno dei Comuni con popolazione superiore a 20.000 abitanti.

Il cofinanziamento sarà erogabile nella misura massima del 50% delle spese ammissibili di progettazione e realizzazione degli interventi che abbiano un importo complessivo di spesa previsto pari o superiore a euro 100.000 e che il contributo massimo assegnabile per ogni intervento proposto fino a € 300.000.

“Queste risorse – ha commentato l’assessore ai trasporti della Regione Piemonte Francesco Balocco – testimoniano l’attenzione della Regione alla mobilità su bicicletta, sia in ambito urbano che a fini turistici. Questo tipo di infrastrutture assume per il nostro territorio una rilevanza strategica per i benefici, ambientali, economici e sulla salute dei cittadini che tale modalità attiva di trasporto comporta se opportunamente incentivata e dotata di percorsi funzionali. In particolare è rilevante l’aspetto collegato al cicloturismo per il quale la vocazione turistica della nostra Regione, offre enormi potenzialità per lo sviluppo di un settore già in forte crescita, anche per valorizzare territori oggi considerati marginali che ne possono beneficiare.”
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Torino, 1 giugno 2018

Urbanistica, la Giunta approva due disegni di legge correlati in tema di riqualificazione e recupero degli edifici, e di contenimento del consumo di suolo

Approvati oggi dalla Giunta regionale due disegni di legge complementari tra loro in materia di “Procedure edilizie per il riuso, la riqualificazione e il recupero dell’edificato” e di “Norme urbanistiche e ambientali per il contenimento del consumo di suolo”, e che ora passeranno all’esame del Consiglio Regionale. I due importanti temi, riguardanti da un lato il rilancio economico del comparto dell’edilizia e dall’altro la tutela delle risorse primarie, rimandano entrambi ad un’ottica di sviluppo sostenibile del nostro territorio.

Le finalità della proposta sono quelle di promuovere in forma sistematica il recupero e il riuso di singoli edifici e la riqualificazione di parti di città al fine di limitare le esigenze di espansione delle aree urbanizzate su superfici libere.

Per il conseguimento di tali obiettivi, sono stati pertanto predisposti due disegni di legge tra loro correlati e presentati contestualmente, finalizzati il primo a disciplinare procedure edilizie innovative e semplificate per promuovere il riuso, la riqualificazione e il recupero dell’edificato quale scelta prioritaria e alternativa rispetto all’occupazione di suolo libero, il secondo a introdurre norme urbanistiche e ambientali per il contenimento del consumo di suolo.

Il disegno di legge “Procedure edilizie per il riuso, la riqualificazione e il recupero dell’edificato” si pone come obiettivo il rinnovo della città attraverso il riuso e la riqualificazione del patrimonio edilizio compromesso e obsoleto nelle sue diverse destinazioni d’uso superando le operazioni di parziale rinnovo del patrimonio edilizio previste dal Piano Casa. Si propongono norme organiche e stabili, senza il carattere della deroga allo strumento urbanistico e senza limitazioni temporali, che hanno l’obiettivo di rinnovare parti di città, costituite da patrimonio obsoleto, di scarsa qualità architettonica, privo dei criteri di sostenibilità energetica, di sicurezza sismica e funzionale.

Tale obiettivo è perseguito nel disegno di legge agevolando interventi che riguardano singoli manufatti edilizi (ristrutturazione edilizia, recupero dei sottotetti e dei rustici) o parti più consistenti del patrimonio edilizio (sostituzione edilizia) nelle sue varie destinazioni d’uso con un approccio di tipo urbanistico che incardina operazioni edilizie di diversa consistenza.

Pertanto, dalla singola costruzione uni-bifamiliare, oggetto dell’agevolazione promossa dalla legge regionale 20/2009, le operazioni si estendono a tutte le tipologie costruttive, passando dalla singola istanza del privato ad una programmazione comunale degli interventi, di natura organica pianificata.

Tra le novità, compaiono inoltre i seguenti incentivi:

- l’affermazione del principio secondo il quale agli interventi che non comportano aumento del carico urbanistico non consegue il versamento di oneri di urbanizzazione;

- le premialità legate alla riduzione delle superfici impermeabilizzate e la possibilità di scomputare dagli oneri di urbanizzazione i costi connessi alla demolizione selettiva dei manufatti edilizi.

Per l’assessore regionale all'Urbanistica “Il disegno di legge rappresenta un sostanziale cambiamento di prospettiva, rispetto alla norma vigente in deroga, in quanto pone nelle mani delle Amministrazioni comunali uno strumento operativo per giungere in tempi brevi e certi alla riqualificazione del tessuto urbano che determina quali ricadute positive, da un lato un forte incentivo alla ripresa economica del settore delle costruzioni e dall’altro il complessivo miglioramento sotto il profilo sociale, economico e ambientale di parti della città, periferica o centrale, caratterizzate oggi dal degrado, attraverso azioni di buona progettazione, rigenerative della qualità urbana.”.

Parallelamente il disegno di legge “Norme urbanistiche e ambientali per il contenimento del consumo di suolo” completa e integra le norme contenute nel Piano Territoriale Regionale, creando le condizioni in Piemonte per una progressiva e fattiva riduzione del consumo di suolo. L’obiettivo è di raggiungere un consumo pari a zero nel 2040. In coerenza con gli obiettivi e le strategie definite a livello europeo, e rafforzare la conservazione delle superfici libere, idonee alla produzione agricola, alla salvaguardia dei livelli di biodiversità e di qualità paesaggistica.

A tal fine il disegno di legge prevede la definizione di soglie percentuali di progressiva riduzione delle espansione delle aree urbanizzate che interessano superfici libere, una procedura facilitata di variante per la riclassificazione a destinazione agricola o a verde privato inedificabile delle previsioni inattuate che insistono su superfici libere, nonché un termine temporale per l’attuazione delle nuove previsioni su superfici libere, decorsi i quali tali previsioni perdono di efficacia.

L’assessore sottolinea infine che “La limitazione del consumo e la tutela delle superfici libere è rafforzata dall’introduzione nel disegno di legge di nuovi principi legati alla funzionalità ecosistemica dei suoli e alla necessità di qualificarne il valore ambientale ai fini di una sua compensazione contestuale agli interventi di trasformazione”.
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Torino, 1 giugno 2018

D’URSO NUOVO DIRETTORE GENERALE DEL SAN LUIGI DI ORBASSANO
ZANETTA COORDINATORE DELLA CABINA DI REGIA DEL PARCO DELLA SALUTE

Nella riunione di questa mattina, la Giunta regionale ha approvato due delibere presentate dall’assessore regionale alla Sanità riguardanti l’azienda ospedaliera universitaria San Luigi di Orbassano e il progetto del Parco della Salute di Torino.

D’intesa con l’Università degli Studi di Torino, è stato nominato quale nuovo direttore generale del San Luigi di Orbassano Antonio D’Urso. Siciliano, 56 anni, D’Urso è attualmente direttore generale dell’azienda ospedaliera universitaria di Sassari.

Il commissario uscente della Città della Salute di Torino Gian Paolo Zanetta collaborerà a supporto della direzione regionale Sanità con il ruolo di coordinatore della Cabina di Regia per la realizzazione del nuovo Parco della Salute di Torino, con l’obiettivo di garantire la continuità dei percorsi progettuali e dei procedimenti già avviati e in virtù della conoscenza e dell’esperienza maturate in questi anni. L’incarico, a titolo gratuito, durerà fino al 31 dicembre 2018.
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La Regione Piemonte ricorda Anna Tripodi

L’assessora alla Cultura e al Turismo della Regione Piemonte desidera esprimere il proprio cordoglio per la scomparsa di Anna Tripodi, presidente della Fondazione Piemonte dal Vivo e importante personalità del mondo culturale della sua città, Alessandria, e del Piemonte.

Una donna straordinaria, ricorda l'assessora regionale, piena di vita e coraggiosa, nonché eccezionale professionista, che con grande passione e competenza ha portato avanti il suo impegno come presidente di Piemonte dal Vivo, così come tutta la sua vita professionale dedicata al teatro.

A nome della Regione Piemonte, l'assessora esprime infine la propria vicinanza e le più sentite e sincere condoglianze alla sua famiglia.
30/5/18

Torino, 30 maggio 2018
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La Fondazione Piemonte dal Vivo apprende la notizia della scomparsa di Anna Tripodi, Presidente dell’ente dal 2 maggio 2016.

Il consiglio di amministrazione, i sindaci, il direttore e la struttura tutta si uniscono al cordoglio della famiglia e del mondo del teatro che ha riconosciuto in lei la competenza e l’inesauribile tenacia che ha profuso fino all’ultimo.

Anna Tripodi ha saputo rappresentare l’ente con passione e professionalità, su scenari locali, nazionali e internazionali, garantendo sempre l’alto profilo che la Fondazione è riuscita a raggiungere in questi ultimi anni.

Si unisce al cordoglio Antonella Parigi, Assessore alla Cultura e al Turismo della Regione Piemonte.

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30 maggio 2018
Durante i lavori della Terza Commissione Consiliare, che ha approvato il regolamento sulle attività extra alberghiere proposto dalla giunta regionale, è stata apportata una modifica ai giorni di apertura delle
strutture che con il nuovo regolamento avrebbero dovuto ridursi in una prima versione a 180 e in una seconda bozza a 240. Grazie al centro destra invece si manterranno gli attuali 270 giorni.
" Si tratta di una piccola ma significativa modifica - spiega Vignale, capogruppo del MNS in Piemonte - ottenuta grazie al nostro impegno in Commissione e che almeno sul numero dei giorni di apertura non si
pongono limitazioni alle attività extra alberghiere. Certo si tratta di toppe che abbiamo posto ad un provvedimento per nulla soddisfacente e che non condividiamo".
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Torino 25 maggio 2018

PIU' RISORSE PER LA MISURA SULL'INDUSTRIALIZZAZIONE DEI RISULTATI DELLA RICERCA
Lo strumento ha già realizzato in Piemonte investimenti per 240 milioni di euro

Incrementate di 20 milioni di euro le risorse finanziarie per la misura sull'industrializzazione dei risultati della ricerca, uno strumento innovativo che ha come obiettivo principale quello di ridurre il divario tra i risultati della ricerca più promettenti e il loro sviluppo produttivo.

Novità del provvedimento approvato oggi in Giunta, su proposta dell'assessore alle attività produttive Giuseppina De Santis, è l'abbassamento della soglia minima di investimento a 3 milioni di euro, possibilità riservata esclusivamente alle piccole e medie imprese.

« Dopo un confronto con le rappresentanze del sistema produttivo piemontese - commenta l'assessore De Santis - è emersa l'esigenza di allargare il più possibile la platea dei soggetti ammissibili al finanziamento, includendo quelli di dimensione più piccola. IR2 è una delle misure che meglio stanno funzionando nellan programmazione del Por Fesr 2014-2020 e, utilizzata congiuntamente con i contributi ministeriali del Fondo di Crescita sostenibile, ha già prodotto importanti accordi in Piemonte con Ge Avio, Denso, Memc e Fca».

Nei primi due anni di attività la misura ha sostenuto la realizzazione di investimenti complessivi per circa 240 milioni di euro sul territorio piemontese. L'agevolazione prevede un contributo che può andare dal 25 al 60% della spesa, a seconda della tipologia di investimento e di soggetto beneficiario.
Ad oggi i progetti finanziati sono stati 16, e coinvolgono 36 imprese e 20 Centri di ricerca.

Le risorse stanziate su IR2 per quanto riguarda il Programma Operativo del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale corrispondono adesso a 88 milioni di euro.
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27/5/18
Carcere di Torino: Continua il viaggio di “Codice a sbarre”, promosso da Sinistra Italiana-LeU e Radicali Italiani

Questa mattina la delegazione composta dal consigliere di Liberi e Uguali Marco Grimaldi e dall'esponente dei Radicali Italiani Igor Boni ha effettuato un sopralluogo alla Casa Circondariale Lorusso - Cutugno di Torino e contestualmente partecipato alla celebrazione annuale del Corpo di Polizia Penitenziaria che si svolgeva presso la struttura.

In tale occasione il Direttore Minervini ha fornito importanti dati e fatto valutazioni critiche, denunciando in particolare "la visione carcerocentrica in contrasto con la Costituzione" delle attuali proposte sul sistema carcerario, la mancata approvazione della riforma in materia e "l'inumano sovraffollamento" delle strutture penitenziarie, benché il cambiamento avviato nel 2013 dopo le condanne della Corte di Strasburgo avesse prodotto buoni risultati.

Al carcere delle Vallette - la struttura più complessa d’Italia, con tutti i circuiti tranne il 41bis - i detenuti hanno infatti superato in modo stabile le 1400 unità (erano meno di 1300 al 30 gennaio 2017), a fronte di un personale di 871 unità, di cui solo 735 in servizio. Vi sono poi 11 educatori (-1 su 100 detenuti). Nonostante ciò, il direttore ha riferito di 19 tentativi di suicidio sventati e nessun episodio eterolesivo grave nell'ultimo anno.

A scapito delle difficoltà, la gestione della Casa circondariale sta sperimentando un modello dinamico, al fine di presidiare le sezioni che ospitano detenuti pericolosi, ma anche di garantire le attività di recupero in cui i detenuti sono coinvolti. Tuttavia in alcune sezioni, in particolare quella di alta sicurezza, si è dovuto tornare alla chiusura serale e notturna delle celle.

Lo scorso anno un aumento dei fondi ha potenziato i progetti di lavoro nel penitenziario, che però quest'anno hanno subito tagli perché i fondi riconfermati dovranno coprire i 12 mesi. Grazie a un finanziamento di 100mila euro della Compagnia di San Paolo è partito il “Progetto Lei” di sartoria per detenute. Vi è poi il lavoro esterno in semilibertà, con più di 100 detenuti inseriti, di cui 30 in lavori di utilità sociale per il verde pubblico con un progetto del Comune di Torino. Inoltre i detenuti della Casa Circondariale portano avanti la cooperativa Libera Mensa al’ interno del carcere e il progetto di riapertura del bar del Palagiustizia.

Subito dopo la convalida dell’arresto, i detenuti sono inseriti in un'attività scolastica che include un incontro mensile con i Garanti, ed esiste inoltre un percorso di formazione professionale certificato dalla Regione. Ha avuto poi luogo una modernizzazione delle biblioteche dell’istituto, oggi cinque (una per padiglione) ampliate nelle dimensioni. Per i detenuti di fede islamica viene organizzata la preghiera collettiva ogni venerdì con imam accreditati dal Ministero.

Il servizio Asl viene garantito con il supporto di Compagnia di San paolo e Farmaonlus e 65mila euro sono stati investiti in protesi dentarie. Molti detenuti denunciano tuttavia una carenza di assistenza medica, con alcune situazioni di grave incuria.

Nel corso della visita di alcuni settori della Casa Circondariale, la delegazione ha potuto constatare le condizioni fatiscenti della struttura, con perdite e infiltrazioni di dimensioni cospicue in tutte le docce, nei corridoi di passaggio e nelle celle stesse, tanto che dall'esterno dell'edificio è possibile vedere vere e proprie "stalattiti" di calcare.

"Siamo alle Vallette, ma abbiamo attraversato un corridoio chiamato 'corso Francia', che dall'86 collega i vari blocchi e dalla sua inaugurazione presenta infiltrazioni d'acqua che lo rendono simile ai locali doccia, ovunque pieni di muffa e alghe” – dichiarano Grimaldi e Boni. – “Purtroppo non è la prima volta che denunciamo le condizioni di fatiscenza del blocco A e delle docce, in particolare nel settore femminile”.

Dei più di 1400 detenuti, poco meno della metà è in attesa di giudizio. Troppe sono le misure di custodia cautelare, troppo poche le opportunità di reinserimento.

In un Paese in cui si dovrebbe sempre di più parlare di sovraffollamento delle carceri, della mancanza di operatori ed educatori, di pene e misure alternative, il Governo nascente prospetta l'ennesima deriva carcerocentrica, come denunciato esplicitamente oggi anche dal direttore di Torino".
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Operatori sociosanitari, servono più corsi
Sollevato il problema nel question time. In arrivo nuovo bando regionale per la formazione.

La significativa carenza di operatori del comparto socio-sanitario (Oss) rende necessario attivarsi per aumentare su tutto il territorio piemontese il numero dei corsi di formazione per conseguire la qualifica professionale. A sostenerlo è un consigliere del Pd in un’interrogazione indifferibile e urgente che ha sottolineato come questa carenza stia portando, da un lato all’assunzione di operatori provenienti da altre realtà italiane, con il possibile rischio che gli standard qualitativi non siano sempre all’altezza, e dall’altro al sovraccarico di lavoro per i pochi operatori disponibili.
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Torino, 16 maggio 2018


AL VIA QUATTRO PROGETTI DI RICERCA PER TROVARE NUOVE CURE CONTRO IL MESOTELIOMA

Il Comitato strategico amianto si è riunito presso l’assessorato regionale alla Sanità


Quattro progetti di ricerca con l’obiettivo di individuare nuove terapie per il mesotelioma. Li ha approvati oggi pomeriggio nella sede dell’assessorato regionale alla Sanità il Comitato strategico amianto presieduto dal sindaco di Casale, accogliendo la proposta presentata dal professor Giovanni Apolone, coordinatore scientifico del Progetto Mesotelioma e direttore scientifico dell’Istituto nazionale dei tumori.

Si tratta di un passaggio molto importante per il prosieguo del lavoro che abbiamo portato avanti come Regione Piemonte, ha sottolineato l'assessore regionale alla Sanità, che ha partecipato alla riunione insieme all'assessore all'Ambiente. Abbiamo voluto conferire un valore nazionale all'attività e all'intera ricerca sul mesotelioma - ha aggiunto l'assessore alla Sanità -, scegliendo professionisti e istituzioni di elevata competenza scientifica e rafforzando l'attività dell'Ufim, come abbiamo fatto nei mesi scorsi, con la creazione di una struttura in grado di dare certezze anche per i prossimi anni.

Il Progetto Mesotelioma, voluto e finanziato dall’Associazione familiari vittime amianto, è gestito dall’azienda ospedaliera e dall’Asl di Alessandria e vede il coinvolgimento, per quanto riguarda le attività di ricerca, dell’Università degli Studi di Torino, dell’Università del Piemonte Orientale, dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri e dell’Istituto scientifico romagnolo per lo studio e la cura dei tumori.

I progetti nel loro complesso prevedono un finanziamento iniziale di circa 1,2 milioni di euro e una prima rendicontazione scientifica ed economica entro 18 mesi dall'avvio, in base alla quale si valuterà la continuazione delle ricerche. L'attività di ricerca sarà portata avanti da quattro team diversi, ognuno con un progetto specifico: dall'Università di Torino presso l'azienda ospedaliera San Luigi di Orbassano (responsabile Giorgio Scagliotti), dai dipartimenti di Scienze della Salute e di Medicina Traslazionale dell'Università del Piemonte Orientale (responsabili Irma Dianzani e Corrado Magnani), dall'Istituto Mario Negri insieme all'azienda ospedaliera di Alessandria (responsabili Maurizio D'Incalci e Federica Grosso) e dall’Istituto scientifico romagnolo per lo studio e la cura dei tumori (responsabile Angelo Delmonte). Il mesotelioma, allo stato attuale, è un tipo di tumore che risponde poco alle terapie. I progetti approvati hanno come fine proprio quello di trovare nuove evidenze utili alle cure, in particolare nel campo della medicina personalizzata. Si occuperanno di studiare l'aspetto genomico del tumore e di valutare l'utilizzo di farmaci già esistenti, i possibili aspetti di ereditarietà rilevanti sullo sviluppo del tumore e la conduzione di trial clinici finalizzati all'applicazione immediata nella pratica. +++++++++++++++

AGGIORNATO IL
20/07/2018 00:27:55

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