Lunedì, 23/04/2018
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Direttore responsabile Franco Musso

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Il problema Casa in città va ben oltre lo sgombero in via Orfanotrofio



Concluso lo sgombero della palazzina Asl di via Orfanotrofio è inutile attardarsi sui particolari della cronaca, ampiamente riportata dai mezzi di stampa. Meriti solo un accenno il lavoro di cura e discrezione svolto da Servizio sociale e Polizia municipale.

Ora si tratta di guardare avanti senza nascondersi i problemi.

“Non si deve pensare sia cosa facile assistere agli sgomberi”, sintetizza l’Assessore Mariangela Cotto, “la situazione che si trascinava dal 2010 andava rimessa nel giusto parametro della sicurezza delle famiglie abitanti e del principio di legalità che vieta a chiunque l’occupazione abusiva”.

I riferimenti sono evidentemente dettati alla presenza di fornelli alimentati a bombola come segnalato dai Vigili del fuoco presenti allo sgombero, e alla gestione sociale del conflitto che ha visto contrapposte istituzioni, il movimento per la casa e le famiglie.

Queste come programmato hanno trovato sistemazione temporanea presso una struttura di accoglienza in fraz. Sessant convenzionata con l’ente per la messa a disposizione di alloggi per l’emergenza abitativa.

Sul fronte occupazione abusiva attendono ancora una soluzione le situazioni di via Allende e di Corso casale e corso Volta. “Lavoriamo, e spero sia intendimento di tutti”, prosegue l’Assessore Cotto “per affrontare le questioni senza farle precipitare, dialogando, contribuendo nel rispetto delle posizioni a ricercare soluzioni dignitose”.

Certo è che la vicenda si inserisce nel più ampio problema dell’abitare, dove anche le misure regionali di politica abitativa adottate risultano inadeguate alle necessità contingenti. A fornire il quadro dell’emergenza abitativa è Ornella Lovisolo, Responsabile del Servizio Casa del Comune, “i fondi stanziati annualmente dalla Regione per il funzionamento dell’Agenzia per la locazione esauriscono di norma entro pochi mesi, il Fondo nazionale per la morosità incolpevole, pur risultando risolutivo per un nutrito numero di situazioni (nel 2017 sono stati sottoscritti 67 accordi fra proprietari e inquilini), talvolta risolve solo temporaneamente il problema e i nuclei più deboli, che si attestano intorno al 15 % delle situazioni, tornano nella condizione di morosità allo scadere del sostegno pubblico.

Sul fronte edilizia residenziale pubblica il sostanzioso patrimonio di 1530 alloggi, dell’Agenzia Territoriale per la Casa e del Comune, non riesce a soddisfare il fabbisogno espresso dai 647 nuclei in graduatoria e dai 27 presenti nell’attuale graduatoria dell’emergenza.

Come si potrà intuire l’attività di controllo e verifica è intensa e costante. In merito alle effettive occupazioni degli alloggi assegnati, si è giunti nel 2017 ad emettere venti decadenze per abbandono di alloggi, che sono stati rimessi in disponibilità per successive assegnazioni.

Parallelamente, si è avviata, in collaborazione con Atc, un’attività di verifica sulle situazioni di morosità che toccano percentuali che si aggirano intorno al 60 % degli assegnatari.

Parte di questi risulta possedere i requisiti di disagio socio economico che consentono l’accesso al Fondo sociale ma, sin dalle prime verifiche, numerosi sono risultati quelli in grado di corrispondere i canoni e per loro partiranno le richieste di sottoscrizione dei piani di rientro o in alternativa le lettere di decadenza.

“Non è nostra volontà, dichiara il Sindaco Maurizio Rasero, infierire su chi vive una reale situazione di disagio ma individuare coloro che approfittano della generale condizione di crisi economica per non assolvere, pur potendo, ai propri obblighi”.





Un buon stile di vita previene gli incidenti domestici

Entriamo in casa e crediamo che le quattro mura siano il luogo protetto per eccellenza. Poi scorri il sito del Ministero della Salute e scopri che gli incidenti domestici sono un problema rilevante, che “cadute, ferite, ingestione di corpi estranei, soffocamento, avvelenamenti e intossicazioni si verificano più spesso in ambiente domestico” che le casalinghe, sono coinvolte in oltre il 70% degli incidenti domestici, gli anziani, in particolare gli ultraottantenni, i disabili e i bambini, soprattutto i più piccoli…”

Facciamo qualcosa!

“Vogliamo accendere l’attenzione e contrastare questo fenomeno e lo faremo coinvolgendo architetti e arredatori” lo propone l’Assessore Mariangela Cotto, attenta alla dimensione quotidiana dell’esistenza “perché anche uno spigolo può nuocere”.

Dati alla mano, si stima che ogni anno in Italia si verifichino 55 incidenti domestici ogni 1000 abitanti e “la sorveglianza regionale condotta tramite gli accessi al Pronto Soccorso rivela che gli incidenti domestici causano più di 15.000 accessi l’anno nel territorio della ASL AT”.

A sostenere con gli Assessorati Politiche Sociali e Urbanistica della Città questo progetto di prevenzione dell’incidentalità domestica anche Federcasalinghe Asti e il Dipartimento Prevenzione di ASL At che rassicura “prevenire gli incidenti domestici è possibile ma occorre che diventi uno stile di vita, per imparare a riconoscere i rischi, prestare loro attenzione, adeguare il comportamento e tenere l’apparato muscolo scheletrico in allenamento attraverso una regolare attività fisica”.





Con una firma è possibile destinare il 5 per mille ai Servizi sociali della Città

Tra le possibili meritevoli indicazioni a indirizzare il proprio 5 per mille, previsto nella dichiarazione dei redditi, anche i Servizi sociali del nostro Comune.

La spesa sociale della Città è infatti cresciuta progressivamente a fronte della mutata situazione economica generale e dei minori trasferimenti da parte dello Stato centrale.

Di circa 14.000 euro la somma destinata allo scopo dai contribuenti astigiani ogni anno.

Da quest’anno sul modello 730/2018 è poi possibile destinare direttamente il proprio 5 per mille apponendo la firma nel riquadro “sostegno alle attività sociali svolte nel Comune di residenza”.

Come è noto il cinque per mille indica una quota dell'imposta IRPEF, che lo Stato italiano ripartisce, per dare sostegno a enti che svolgono attività socialmente rilevanti.

“Sono in aumento le richieste di tanti cittadini che necessitano di molte forme di aiuto”, evidenziano il Sindaco Maurizio Rasero e l’Assessore Mariangela Cotto, “Utilizzando lo strumento del 5 per mille, i cittadini contribuiscono efficacemente a dare concretezza al tanto proclamato principio della sussidiarietà, previsto anche nello Statuto del Comune”.
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L’aula didattica del Museo Lapidario fa Storia


L’attività didattica museale è spesso di nicchia, ben più conosciuta la fruizione turistica dei Musei astigiani.

Fa quindi piacere riproporre, una per tutte, la lettera giunta recentemente al Museo Lapidario… “Desideriamo segnalare una bella realtà nel panorama museale astigiano…

L’aula didattica, presso il Museo rappresenta un fiore all’occhiello per la nostra città, offre la possibilità di realizzare manufatti per conoscere da vicino le peculiarità delle varie epoche storiche… Un’archeologia partecipata accessibile anche agli allievi più piccoli, coordinati dall’archeologa Cristina Marcheggiani che ha condotto scavi in tutta Italia, i bambini si avvicinano con un approccio operativo allo studio della storia. Auspichiamo che i nostri amministratori continuino a valorizzare questa bella realtà.

Le insegnanti della scuola primaria Domenico Savio
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PROGETTO RECUPERIAMOLI: POSIZIONATI I PRIMI CASSONETTI PER LA RACCOLTA DEGLI OLI VEGETALI ESAUSTI

Sono otto le postazioni dove, in questi giorni, sono stai collocati i cassonetti nel Comune di Asti per raccogliere gli oli vegetali esausti grazie al nuovo progetto RecuperiamOli, in partenza in tutti i 115 comuni che fanno parte del CBRA, il Consorzio di Bacino dei Rifiuti dell'Astigiano.
Dove si trovano i cassonetti? Ad Asti città i cassonetti si trovano in piazza Catena (uffici comunali), presso le casette dell'acqua di piazza del Campo (corso Luigi Einaudi), piazza S. Manina, via Terracini, via Monti, in piazza Statuto, corso Dante Alighieri (zona ospedale) e via Eugenio Curiel. Tutti i luoghi di raccolta sono geo localizzati e consultabili online sul sito www.mpoli.it. Si individueranno a breve altri luoghi idonei e comodi per i cittadini.

Inoltre sono state coinvolte le scuole elementari e i grandi supermercati astigiani con la richiesta di posizionamento dei cassonetti in aree interne, in quanto punti di grande visibilità e passaggio.

Come funziona? Da quest'anno anche i cittadini dell'astigiano possono riciclare l'olio alimentare scartato in cucina, quello delle scatolette di tonno, delle conserve o usato per le fritture. Basta versarlo in comuni bottiglie di plastica da 1,5 litri, che - piene e ben chiuse - potranno essere gettate negli appositi contenitori posizionati nel proprio comune. All'Ecocentro di Via Ceca, invece, l'olio può essere versato sfuso all'interno degli appositi fusti. Il progetto sarà accompagnato da una massiccia campagna informativa e di sensibilizzazione attraverso affissioni di manifesti e incontri con i cittadini e nelle scuole.

Perché farlo? Ogni anno ogni famiglia getta negli scarichi 10 chili di olio alimentare. Un rifiuto altamente inquinante, ma ancora sottovalutato: scaricato nella rete idrica e fognaria, richiede un notevole dispendio di denaro ed energia per la sua depurazione. Come molti rifiuti, però, anche l'olio vegetale esausto può diventare una preziosa materia prima con cui si possono produrre biodiesel, saponi, lubrificanti, collanti, mastici.

Che cos'è RecuperiamOli? Trasformare gli scarti dell'olio da cucina in una risorsa è l'obiettivo di RecuperiamOli, progetto dell'azienda MPOLI di Alba (Cuneo), a cui il consorzio CBRA ha appaltato l'incarico per i prossimi cinque anni. Partito nel 2012, oggi è il più grande servizio del Piemonte di raccolta oli vegetali esausti che coinvolge 424 comuni e 1.300.000 abitanti. Da allora, sono già stati riciclati oltre 1 milione di kg di olio. Un progetto sostenibile non solo dal punto di vista ambientale ma anche sotto il profilo economico, in grado di autofinanziarsi e, quindi, completamente gratuito per consorzi, comuni e cittadini. A Piobesi d'Alba ha sede lo stabilimento dell'azienda dove l'olio viene "trasformato" per poter essere utilizzato per produrre biocarburanti e, in un prossimo futuro, detergenti.

Il Sindaco Rasero in merito all'attuazione del progetto RecuperiamOli ha dichiarato: "Questa iniziativa rappresenta un ulteriore passo avanti nella collaborazione tra enti pubblici e soggetti privati e si propone di incrementare il quantitativo di olio vegetale esausto di origine domestica raccolto in modo differenziato per essere inviato a recupero. Si tratta quindi di un ulteriore perfezionamento del sistema della raccolta differenziata dei rifiuti attuato sul territorio".

Il Vice Sindaco e Presidente CBRA avv. Marcello Coppo dichiara " Grande soddisfazione per l'inizio di un progetto che è anche esempio di come il recupero dei rifiuti può generare lavoro e risparmio economico oltre alla consapevolezza che la tutela dell'ambiente è un investimento sul futuro dei nostri figli"



13/4/18
anno preso servizio in questi giorni cinque assistenti sociali che andranno a rinforzare i servizi dell’Assessorato Politiche sociali della Città. Due per ciascun Servizio, Anziani e Adulti, e Segretariato sociale e Minori, previsti dall’organizzazione dell’ente.
Le assistenti sociali, Jelpo Caterina, Lo Vano Rosalia, Molica Martina, Ruotolo Jennifer, Stefano Martina sono state assunte a tempo determinato, cui si aggiunge Tina Scarano in mobilità in interscambio in servizio da ottobre all’Unità Minori.
Le nuove assunzioni si sono rese necessarie per il trasferimento all’Asl At di personale a esaurimento della graduatoria di un precedente concorso indetto da quell’Amministrazione e per l’attuazione delle misure di contrasto alla povertà connesse al Rei (Reddito inclusione).

L’operatività delle assistenti sociali è strategica per l’ente chiamato ad assolvere compiti di analisi e istruttoria rispetto a politiche e adempimenti di legge sempre più mirati alla condizione di vita e di reddito delle persone e delle famiglie.
“È un lavoro difficile, riconosce l’Assessore Mariangela Cotto, a stretto contatto con la sofferenza delle persone e la complessità delle situazioni, che rende plausibile e positivo, per ogni professione sociale, il fisiologico ricambio contro i prevedibili logoramenti del caso”.

Per dare più stabilità nel rapporti di lavoro sarà prossimamente indetto un concorso per l’assunzione a tempo indeterminato di assistenti sociali.
Il provvedimento è legittimamente atteso da tempo considerando che l’ultimo concorso fu indetto nel 2005 e la graduatoria finale potrà essere di riferimento per altri enti territoriali. Tredici anni segnati da forti cambiamenti economici e dall’emergere di nuove problematiche nella società astigiana.

Ne ha fatto cenno il Sindaco Maurizio Rasero che ricevendo le giovani professioniste in Municipio ha dichiarato: “dedicando una giornata alla settimana al ricevimento dei cittadini, recandomi più volte alla Mensa Sociale e avendo trascorso alcune serate visitando il Pronto Soccorso, la Caritas, alcuni Centri di Accoglienza ed altre strutture che ospitano i senza tetto, ho potuto constatare che alcune problematiche di carattere sociale ricorrono frequentemente e rappresentano una criticità per l’intera città. L’operato delle assistenti sociali è quindi fondamentale non solo sotto il punto di vista professionale ed amministrativo ma anche umano. Costituiscono infatti un vero punto di riferimento per tutti coloro che si rivolgono agli uffici comunali di competenza per avere assistenza e sostegno. Sono certo che questi nuovi inserimenti non solo rafforzeranno i Servizi dell’Assessorato ma contribuiranno a dare nuova linfa a chi opera con dedizione e disponibilità in questo campo”.
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Undici proloco frazionali non è cosa da poco

Le proloco a buon titolo sono aggregazioni che animano una comunità. Parziale ridurne lo scopo all’organizzazione di feste e convivi, meglio considerarne il bene sotteso e primario.

Da una sollecitazione scaturita nella Commissione Consigliare permanente Servizi sociali, il confronto tenutosi martedì in Municipio tra l’Amministrazione e le undici proloco delle frazioni di Asti si è rivelato fecondo di spunti e proposte.

Al cuore delle preoccupazioni di chi vive in periferia l’osservazione di un territorio vasto e da manutenere, che soffre di una residenzialità pendolare e con una presenza di persone spesso anziane e sole.
È la percezione delle pro loco presenti, tutte di antica tradizione e anche partecipanti al Festival delle Sagre, tranne Castiglione e Portacomaro stazione ma altrettanto attive.

Che fare passa da una rinnovata considerazione della loro presenza, che anche a fronte di qualche sgravio di tassa comunale (suolo pubblico) potrebbe essere di contenimento dei problemi che si possono presentare in frazione.
Interessato ad approfondire le proposte emerse il Sindaco Maurizio Rasero convinto che “la cittadinanza attiva si può esprimere in varie forme, che l’esperienza e la responsabilità delle pro loco può tradurre in modo più popolare e diffuso”.

Presenti all’incontro gli Assessori Renato Berzano, Loretta Bologna e Marcello Coppo, ciascuno con le proprie deleghe, attenti a recepire istanze e facilitare percorsi di lavori utili.
E come ha ricordato l’Assessore Cotto “Anche una proloco non è facile da tenere in piedi e l’esperienza indica alcune semplici ricette, in primis quella di non lasciar dietro nessuno e di costruire cose… belle”.

In Italia, la prima forma associativa, assimilabile a una proloco, sorse a Pieve Tesino nel 1881 (allora era impero Austro-Ungarico). Il comitato si denominava “Società d’abbellimento” e aveva obiettivo il miglioramento estetico della località per favorire la sosta dei forestieri.

Non sorprende la storia, quanto riconoscere che dietro la bellezza c’è l’essere a favore di un luogo, di qualcuno o di qualche cosa.
Pro - loco, appunto
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In distribuzione il modello 730/2018 presso l’Ufficio relazioni con il pubblico

L’Ufficio Relazioni con il Pubblico del Comune di Asti, in piazza San Secondo 1, comunica che è disponibile in distribuzione gratuita il modello 730/2018 per la dichiarazione dei redditi 2017.

L’orario di apertura dell’ufficio è il seguente:

mattino - da lunedì a venerdì dalle ore 9 alle 12

pomeriggio - martedì e giovedì dalle 15,30 alle 17,30.


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Professioni del diritto e della salute a confronto per evitare “raggiri”



“Aumentano i raggiri e i maltrattamenti a danno di persone deboli. Nei casi trattati la condanna è certa”. Non usa mezzi termini la magistrata Francesca Di Naro intervenuta con la collega Donatella Masia, al secondo incontro convocato ieri in Municipio con i notai astigiani.

In particolare si intendeva mettere a fuoco la maggior tutela delle persone, sole o con patologia, che si presentano a stipulare atti che li riguardano, spesso accompagnati da terzi, e che possono far insorgere il sospetto nel professionista di un plagio, una manipolazione finalizzata al raggiro.

Presenti all’incontro con il Sindaco Maurizio Rasero e l’Assessore Mariangela Cotto le magistrate Di Naro e Masia del Tribunale di Asti, i presidenti del Distretto notarile Giorgio Gili e dell’Ordine dei Medici Claudio Lucia, Elena Tamietti Responsabile Integrazione socio sanitaria e tutela delle fragilità di ASL At e Agnese Bianco del Servizio Anziani e Adulti in difficoltà del Comune di Asti.

Dagli intervenuti ampia disponibilità a collaborare reciprocamente, sottolineando l’importanza di acquisire, nei casi più dubbi e nel rispetto del segreto professionale, il parere dei medici di base. Questi sono certamente più a conoscenza della storia di lungo periodo, sanitaria e relazionale, delle persone, e in grado di esprimere valutazioni più approfondite e complessive rispetto ad accertamenti diagnostici occasionali, o richiesti a professionisti all’oscuro della persona valutata. Auspicata, in un successivo incontro, la presenza di rappresentanti degli Istituti bancari. Sulla base dell’esperienza da parte delle Magistrate, la proposta di elaborare delle linee guida per definire indicatori di rischio tali da indurre a non sottovalutare le situazioni anomale connesse ad una concreta condizione di fragilità, come pure di utilizzare tecniche comunicative quali il teatro sociale per prevenire “l’arte” del raggiro. +++++++++++

AGGIORNATO IL
23/04/2018 09:12:55

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