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GIUNTA REGIONALE

Torino, 10 gennaio 2018


Sintesi del documento con i primi indirizzi della Giunta regionale per l’avvio del confronto finalizzato all’acquisizione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia ai sensi dell’articolo 116, comma terzo, della Costituzione

Il documento approvato oggi dalla Giunta regionale parte dall’esame del contesto economico, demografico e istituzionale del Piemonte, necessario per definire i maggiori spazi di intervento consentiti dall’articolo 116 della Costituzione, utili per un rilancio socio-economico della regione.

In particolare vengono evidenziati i segnali di ripresa economica registrati a partire dal 2016 e concretizzatisi in questo 2017, insieme al permanere di ombre e difficoltà del sistema produttivo nello sviluppare processi di investimento innovativi diffusi sul territorio. Viene evidenziata anche la ripresa del mercato del lavoro, anch’essa con alcune ombre, e del reddito delle famiglie, anche se è aumentata la diseguaglianza di reddito.

Nel documento sono specificate anche le caratteristiche peculiari del Piemonte, sia sul piano della struttura istituzionale e della conformazione del territorio, che sul piano demografico, con il permanere di un trend negativo del saldo naturale tra nascite e morti, e del progressivo invecchiamento della popolazione.

Su questa base sono state individuate le materie su cui definire una maggiore autonomia, a partire da quelle più originali e specifiche:

Previdenza complementare finalizzata alla non autosufficienza
Governo del territorio, beni paesaggistici e culturali
Politiche attive del lavoro, istruzione e formazione
Politiche per la montagna
Politiche sanitarie
Coordinamento finanza pubblica
Ambiente
Rapporti internazionali e con l’Unione europea e Commercio con l’estero

Il presidente della Regione sottolinea come la delibera voglia rappresentare un contributo al regionalismo di qualità, che delinei i perimetri di un’autonomia pensata sulle peculiarità di ogni territorio, in grado di rafforzarne le potenzialità di sviluppo economico e di inclusione sociale. Il documento oggi presentato è dunque frutto della profonda conoscenza degli ambiti di governo regionale e della volontà di avviare un confronto produttivo a livello nazionale, rilanciando con questo e il prossimo governo una riflessione politica più ampia ed efficace della mera autonomia statutaria.

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LA GIUNTA REGIONALE CHIEDE AL GOVERNO IL RICONOSCIMENTO DELLA ECCEZIONALITA’ PER LA SICCITA’ CHE IN PRIMAVERA ED ESTATE HA COLPITO IL PIEMONTE. REGISTRATI DANNI ALLE COLTURE PER OLTRE 185 MILIONI DI EURO.

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore Giorgio Ferrero, ha chiesto oggi al ministero delle politiche agricole il riconoscimento della eccezionalità della siccità che ha colpito il Piemonte nella scorsa primavera-estate. I danni conteggiati dai tecnici dell’assessorato nelle Province piemontesi ammontano a oltre 185,4 milioni di euro e coinvolgono il territorio di 592 Comuni.


Nello specifico: 178 comuni dell’alessandrino, per 75,7 milioni di danni; 118 comuni dell’astigiano, per 42,1 milioni; 34 comuni del biellese, per 1,3 milioni di danni; 146 comuni del cuneese, per 47 milioni di danni, 34 comuni in provincia di Novara, per 2,1 milioni di danni; 60 comuni nel torinese, per 16,7 milioni di danni; 2 comuni nel vercellese, per 30 mila euro di danni; 20 comuni nel VCO, per 153 mila euro di danni.

“Si è trattato di una siccità eccezionale, se confrontata con i dati storici della climatologia disponibile”, commenta Giorgio Ferrero, “con danni notevoli alle colture non irrigue e, spesso, anche a quelle irrigue che non hanno potuto beneficiare dell’acqua. Con la delimitazione delle aree colpite e il conteggio dei danni, gli uffici hanno svolto con coscienza il loro compito. Ora aspettiamo una risposta dal governo coerente sul piano finanziario con la gravità della situazione verificata”.


Torino, 15 dicembre 2017
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Sale cinematografiche, la Giunta regionale approva un nuovo disegno di legge

Torino, 1 dicembre 2017 - E’ stato approvato oggi dalla Giunta un nuovo disegno di legge sulla diffusione dei cinema in Piemonte: la norma recepisce e livello regionale quanto contenuto nella legge n.220/2016 (cosiddetta “legge Franceschini”), con l’obiettivo di permettere agli operatori del settore di accedere alle risorse e ai nuovi strumenti di intervento previsti dal Ministero e di superare alcune rigidità della normativa esistente, in particolare la l.r. 17/2005 e relativo regolamento.

Il nuovo ddl riconduce innanzitutto il comparto al più ampio ambito del governo del territorio, partendo dalla sua fondamentale funzione culturale, ma riconoscendone la valenza all’interno della programmazione urbanistica e territoriale: la norma è infatti il frutto di un articolato lavoro di un tavolo interdirezionale che, pur mantenendo il cooordinamento da parte dell’Assessorato alla cultura, coinvolge in modo permanente diverse altre direzioni, dalla tutela del territorio alle opere pubbliche.

Con la nuova norma, che dovrà essere discussa in Consiglio regionale, si intende superare alcune rigidità ad oggi esistenti, derivanti in particolare dai parametri fissati sulla capacità dell’offerta e sulla distanza tra le sale cinematografiche, che ad oggi limitano a sole quattro provincie la possibilità di aumentare le sale e i posti (nello specifico Asti, Novara, Torino e Verbania), peraltro con numeri ridotti. Un contesto, quindi, che risulta penalizzante sia per gli operatori che vogliano modernizzare e trasformare impianti esistenti o realizzarne di nuovi, sia per i cittadini che vivono in territori decentrati.

“Il ddl approvato oggi è il risultato di un grande e importante lavoro di concertazione, che mette l’esercizio cinematografico al centro della pianificazione territoriale – dichiara Antonella Parigi, assessore alla cultura e al turismo della Regione Piemonte - Con questo testo vogliamo dare nuovo slancio a un settore di grande rilievo per il territorio e nell’ambito dei consumi culturali, per permettere una presenza più capillare di sale e dare agli operatori gli strumenti per realizzare interventi, grazie a una semplificazione delle procedure anche per gli enti locali e la Regione, e per accedere ai fondi messi a disposizione dal Ministero”.

La Legge Franceschini ha infatti previsto un Piano straordinario per il potenziamento del circuito delle sale cinematografiche, per il quale è stato istituito un fondo di 30 milioni di euro all’anno fino al 2019, di 20 milioni per il 2020 e di 10 milioni per il 2021.

Il testo approvato dalla giunta, d’altra parte, specifica gli interventi previste, tra i quali la realizzazione di nuovi impianti, interventi di manutenzione, restauro e risanamento e l’ampliamento di cinema esistenti. Per le sale cinematografiche di nuova costruzione, nello specifico, le aree nelle quali sono consentiti tali interventi sono individuate nelle zone a destinazione commerciale, turistico-ricettiva, direzionale e produttiva. Una preferenza verrà data agli interventi di riuso di edifici esistenti, coerentemente con la finalità del ddl di limitare gli impatti ambientali e il consumo di suolo.


Ricarica elettrica in tutti i distributori di benzina

Parere positivo alla delibera che recepisce le direttive europee. Tempi diversi di attuazione.



Tutte le stazioni di servizio piemontesi dovranno dotarsi, in tempi diversi (immediato per i nuovi), delle colonnine di ricarica per le auto elettriche e dei distributori di Gpl. Per quest’ultimi l’unica deroga è data all’impossibilità tecnica.

È quanto prevede la delibera di modifica delle direttive sulla realizzazione di infrastrutture per i combustibili alternativi, che ha ottenuto il parere preventivo favorevole da parte della terza Commissione (presieduta da Giovanni Corgnati).

I contenuti del provvedimento - come ha sottolineato l’assessora all’Energia Giuseppina De Santis - recepiscono la direttiva europea che sancisce per gli Stati membri un quadro comune di misure per la realizzazione di infrastrutture per i combustibili alternativi, al fine di ridurre al minimo la dipendenza dal petrolio e di attenuare l’impatto ambientale nel settore dei trasporti.

La direttiva identifica, attualmente, come principali combustibili alternativi con potenzialità di lungo periodo in termini di sostituibilità al petrolio, anche alla luce del loro possibile utilizzo simultaneo e combinato, l’elettricità, l’idrogeno, i biocarburanti, il gas naturale e il gas di petrolio liquefatto (Gpl), definendoli combustibili o fonti di energia che fungono, almeno in parte, da sostituti delle fonti di petrolio fossile nella fornitura di energia per il trasporto e che possono contribuire alla sua decarbonizzazione e migliorare le prestazioni ambientali del comparto dei trasporti.



Le comunità energetiche

Kilowatt a chilometri zero: è il senso della proposta di legge dal titolo “Istituzione delle comunità energetiche”, primo firmatario Alfredo Monaco (Scelta civica), che ha raccolto l’adesione di tutti i gruppi del Consiglio regionale del Piemonte. Per questo viene discussa in sede legislativa.

Il testo - come ha illustrato Monaco - ha lo scopo di permettere a comunità di persone, enti e imprese di scambiare tra loro l’energia prodotta con fonti alternative. L’idea alla base è quella della cooperativa di produzione e consumo, soltanto che al posto dei prodotti c’è l’energia.

Si tratta di una possibilità già in uso in molti Paesi europei e permessa in Italia, finora, soltanto ad alcuni consorzi storici del Trentino e a due Comuni in Sardegna, entrambe Regioni a Statuto speciale. Possono associarsi imprese, privati, amministrazioni pubbliche il cui scopo sia attrezzarsi con fonti di energia rinnovabile da utilizzare nell’ambito della comunità. Al momento lo scambio può avvenire soltanto tramite il gestore nazionale (Enel distribuzione o Terna).

La commissione ha indicato nello stesso Monaco e in Federico Valetti (M5s) i relatori rispettivamente di maggioranza e di minoranza. Il prossimo passo sarà quello di acquisire i pareri previsti tramite le consultazioni dei soggetti portatori d’interesse.



Contrasto alle delocalizzazioni La commissione ha poi incardinato la proposta di legge di Francesca Frediani (M5s) in materia di contrasto alle delocalizzazioni produttive, prevedendo incentivi alle imprese e sostegno all'imprenditorialità.

AGGIORNATO IL
22/01/2018 19:50:53

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