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Torino, 21 novembre 2017


IL PIEMONTE HA UNA LEGGE SULL’INFRASTRUTTURA PER L’INFORMAZIONE GEOGRAFICA

Una piattaforma open source con i dati cartografici disponibili per tutti i cittadini

Far confluire tutti i dati geografici del Piemonte, provenienti da fonti della pubblica amministrazione e da soggetti terzi autorizzati, in un’unica piattaforma open source fruibile da tutti i cittadini è la finalità della legge sull’infrastruttura regionale per l’informazione geografica, approvata oggi dal Consiglio regionale.

Un quadro normativo che fissa i principi e le regole per la produzione e la fruizione di dati geografici, integrati attraverso le tecnologie di informazione e comunicazione in conformità alle norme nazionali ed europee. “L’evoluzione delle tecnologie digitali - ha detto l’assessore all’Ambiente, Governo e tutela del territorio della Regione Piemonte, Alberto Valmaggia - ha interessato e modificato radicalmente il concetto di cartografia, la sua complessità ed il suo utilizzo. La semplice rappresentazione su carte topografiche cartacee di pochi elementi territoriali (altimetria, idrografia, abitati, limiti amministrativi), ad elevato ed efficace effetto visivo ma legata ad una interpretazione soggettiva, ha lasciato il campo alla possibilità di rappresentare molti più oggetti che possono essere agevolmente sovrapposti e messi in relazione tra loro grazie ai Sistemi informativi geografici”. Di qui la possibilità, ha proseguito Valmaggia, “di rendere coerenti e interoperabili i dati prodotti dai diversi uffici competenti per materia, rafforzando le iniziative di coordinamento e di condivisione delle conoscenze”.

L’obiettivo è quindi far convergere nell’Infrastruttura regionale per l’informazione geografica i dati con contenuto territoriale provenienti da varie fonti, a partire dagli uffici regionali ma anche da soggetti esterni all’amministrazione, pubblici e privati, individuandone l’autorità responsabile e quindi garantendone validità, coerenza e diffusione. Ad esempio, i dati ambientali acquisiti dalle Province, le informazioni sul patrimonio edilizio in possesso dei Comuni e quelle prodotte con la redazione dei piani regolatori, le misure catastali dall’Agenzia delle entrate.

L’insieme dei dati geografici, con determinate caratteristiche di organicità e coerenza, costituisce la Base dati territoriale di riferimento degli enti (BDTRE) da cui, già da qualche anno, è derivata la base cartografica ufficiale della Regione, pubblicata annualmente sul GeoPortale regionale, principale punto di condivisione dell’informazione geografica (www.geoportale.piemonte.it). Altre informazioni sono reperibili alla pagina istituzionale (www.regione.piemonte.it/territorio/cartografia). L’estrazione automatica e l’elaborazione dei dati dai procedimenti amministrativi “dematerializzati” gestiti dalla Regione diventa fonte di alimentazione della base geografica comune.
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NASCE A DICEMBRE LA RETE OCULISTICA DI TORINO

SAITTA: “A CITTÀ DELLA SALUTE E SAN GIOVANNI BOSCO NUOVI SERVIZI, ALL’OFTALMICO L’ATTIVITÀ AMBULATORIALE. RINNOVATE E POTENZIATE LE TECNOLOGIE”

Prende il via la Rete di oculistica della città di Torino, con nuovi servizi ospedalieri e ambulatoriali, rinnovo e potenziamento delle tecnologie, ampliamento dell’offerta su più sedi con l’obiettivo di ridurre le liste d’attesa.

Entro la metà di dicembre aprirà in via Cherasco, all'interno dell'Azienda ospedaliera universitaria della Città della Salute, il nuovo e attrezzato Pronto soccorso oftalmico h 24 e sia all’ospedale San Giovanni Bosco sia all’interno della Città della Salute, sarà avviata l’attività di chirurgia oculistica complessa.

L’attuale sede dell’Oftalmico di via Juvarra diventerà un polo territoriale con ampia offerta oculistica, in cui saranno mantenute diverse attività oggi presenti: rimarranno la chirurgia ambulatoriale (cura della cataratta) e il percorso per gli ipovedenti (maculopatia e ortottica) e sarà costituito in via sperimentale un ambulatorio diurno ad accesso libero che accoglierà pazienti che hanno necessità di prestazioni non tipiche dell’emergenza-urgenza. Un'importante implementazione della rete territoriale nell'ottica dell’attivazione della nuova Casa della Salute nel presidio di via Juvarra.

Il riordino dell’attività di oftalmologia presente nel territorio della città di Torino rispetta quanto previsto dal Piano di rientro dal debito sanitario cui la Regione Piemonte è stata sottoposta dal 2010 al 2016. La scelta della Giunta Chiamparino è stata però quella di ampliare l’offerta sanitaria con l’obiettivo di ridurre le liste d’attesa e senza penalizzare i cittadini per l’avvio della nuova rete.

“Ho concordato con la direzione dell’Asl Città di Torino e con quella della Città della Salute il mantenimento in via Juvarra di una forte attività ambulatoriale, anche in vista della strutturazione della Casa della Salute” sottolinea l’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta, precisando che “l’istituzione della nuova rete oculistica di Torino ha richiesto un processo lungo e la condivisione di numerosi passaggi con le organizzazioni sindacali”.

“Il nostro obiettivo – aggiunge l’assessore Saitta - è rafforzare l’offerta sanitaria, evitando disagi ai cittadini e assicurando senza disorientamenti la presa in carico dei pazienti: lo scopo dell’intera operazione, infatti, è sempre stato quello di migliorare il livello delle prestazioni, la qualità dell’assistenza e la sicurezza, che è garantita dall’inserimento dell’attività di oftalmologia all’interno di strutture ospedaliere complesse e dotate di più specialità. Considero l’ampliamento dell’offerta anche la risposta a quanti in questi anni mi hanno stimolato al miglioramento del progetto, non certo a quanti hanno invece solo speculato sulle paure, paventando il rischio di mancate cure”.
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Torino, 07 novembre 2017

600 milioni di investimenti accompagneranno il passaggio delle strade dalle province ad ANAS
Al sicuro il finanziameno sulla Masserano-Ghemme

Seicento milioni di investimenti aggiuntivi nel contratto di programma ANAS con orizzonte temporale fino al 2022 e la certezza della rimodulazione dei finanziamenti previsti per la Masserano-Ghemme sulle annualità 2018-2019, sono i principali risultati dell’incontro svoltosi ieri al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti dalla delegazione Piemontese composta dall’Assessore regionale ai Trasporti e Infrastrutture Francesco Balocco e dai Presidenti o rappresentanti delle Province (assente la sola Vercelli) e della Città Metropolitana.

Oggetto dell’incontro la complessa partita della riclassificazione delle strade provinciali, che ha visto impegnata Regione e Province in una lunga trattativa con il MIT e ANAS . Raggiunto un accordo con Città Metropolitana e Province (ad eccezione di quella di Vercelli), la Regione ha ottenuto che il passaggio di una parte della rete, oggi in capo alle provincie, ad ANAS fosse accompagnata dall’impegno a realizzare una serie di investimenti sulle strade trasferite (circa 1100 kilometri). Con le nuove risporse stimate in circa 600 milioni (previsti anche oltre il vigente Contratto di Programma ANAS 2016-2020, portando a oltre 900 milioni gli investimenti previsti in Piemonte) sarà possibile realizzare necessari interventi di manutenzione straordinaria (messa in sicurezza di ponti e strade) e realizzare opere importanti e attese da anni, sulla nuova rete di competenza ANAS. Il passaggio sarà ufficializzato nell’apposito DPCM già in fase di perfezionamento dal Ministero.

Sulla Masserano-Ghemme la preoccupazione riguardava il ritardo accumulato da ANAS nella progettazione del tracciato della “Pedemontina” Piemontese, che rischiava di compromettere il finanziamento di 80 milioni, previsti nel decreto Sblocca Italia del 2014 e vincolati alla presentazione del progetto entro la fine di quest’anno. Un apposito decreto del Governo, già approvato dalla Corte dei Conti, ma non ancora pubblicato, ha prorogato la scadenza, riprogrammando gli 80 milioni sulle annualità 2018 (75,08 milioni) e 2019 (i restanti 4,54), scongiurando la perdita del finanziamento.

Un buon risultato - ha commentato l’assessore Balocco - frutto della collaborazione tra istituzioni, che consentirà di sgravare le province dagli oneri di manutenzione delle strade riclassificate e di realizzare importanti investimenti che altrimenti sarebbe stato difficile ottenere.

AGGIORNATO IL
21/11/2017 11:42:57

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